Ius scholae, cos'è e perchè la destra litiga
Scontro interno al governo nazionale sullo ius scholae. Si tratta una proposta di legge del 2022 che mirava a concedere la cittadinanza italiana ai minori stranieri nati in Italia o arrivati entro i 12 anni, dopo aver completato un ciclo scolastico di almeno cinque anni. Secondo alcune stime, questo avrebbe potuto rendere immediatamente italiani circa 135.000 studenti già presenti nel paese. Nonostante un ampio sostegno, la proposta però non è andata avanti dopo il cambio di legislatura.
Ora Forza Italia è possibilista e apre un varco. La Lega attacca gli alleati pubblicamente: “La legge sulla cittadinanza va benissimo così, e i numeri di concessioni (Italia prima in Europa con oltre 230 mila cittadinanze rilasciate, davanti a Spagna e Germania) lo dimostrano – si legge nella nota del Carroccio - Non c'è nessun bisogno di Ius Soli o scorciatoie”.
Arriva la replica degli azzurri, attraverso il portavoce nazionale, Raffaele Nevi: “Innanzitutto dispiace che un alleato di coalizione ci attacchi. Noi abbiamo ribadito quella che è la nostra linea da sempre, ma non fa parte del programma di governo ovviamente. Ognuno ha le sue sensibilità e impostazioni. Noi siamo contrari allo Ius soli ma siamo invece aperti allo Ius Scholae. Come disse Berlusconi, noi siamo per favorire l'integrazione. E la scuola è il motore di questa integrazione. Noi come impostazione non vogliamo attaccare gli alleati. La sinistra sta tornando indietro. E molti moderati sono interessati a FI proprio per la nostra posizione liberale e moderata. Dalla Lega invece di ringraziarci, troviamo dei post che non ci piacciono. La nostra strategia è colpire gli avversari, non gli alleati”.
Intanto bisogna tracciare la differenza tra Ius Soli e Ius Scholae, nel primo caso ci si riferisce a una cittadinanza che viene attribuita in automatico a chi nasce in Italia, nel nostro Paese lo Ius Soli viene concesso solo in alcuni casi specifici come un figlio di genitori sconosciuti o apolidi e per i figli di genitori stranieri che, secondo le leggi dello Stato di appartenenza, non possono trasmettere loro la cittadinanza. Lo Ius Scholae, invece, prevede che la cittadinanza sia attribuita alla fine di un determinato ciclo di studi.
C’è già una proposta di legge, ferma alla Camera, datata 2022, che prevede la possibilità di diventare italiani per minori stranieri che siano nati nel nostro Paese o vi abbiano fatto ingresso entro il compimento del 12esimo anno di età e che abbiano risieduto legalmente e senza interruzioni in Italia, qualora abbia frequentato regolarmente, per almeno cinque anni, nel territorio nazionale uno o più cicli presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione triennali o quadriennali idonei al conseguimento di una qualifica professionale.
Il leader Nazionale di FI, Antonio Tajani, ha già ribadito che si tratta di una scelta che non porta il partito a sinistra: “Nessun assist a Schlein. Non andremo mai a sinistra ma non esistono connazionali di serie A e di serie B”.
I forzisti, invece, sono contro lo Ius Soli perché, dice Tajani, è demagogico. Ha poi aggiunto che non è in discussione, invece, la posizione sulla immigrazione irregolare. Il prossimo 13 settembre, per l’inaugurazione della settimana dello sport, Tajani nominerà ambasciatrici dello sport italiano nel mondo le giocatrici di pallavolo, campionesse olimpiche.
L’apertura allo Ius Scholae non avvicina il partito di Berlusconi alla sinistra, Tajani in una intervista ha pure chiarito questo: “Siamo e saremo sempre alternativi alla sinistra, siamo il centro alleato della destra ma vogliamo ancora di più essere il perno dell’equilibrio”.
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