Sicilia. Mpa vuole di più. Schifani prende tempo e litiga ancora con Musumeci
Il passaggio di Gianfranco Miccichè, uno dei più azzurri d’Italia, all’MPA di Raffaele Lombardo ha segnato un passo politico importante. Una maggioranza con i falchi dagli occhi puntati, che sono pronti a piombare sulla preda dall’alto, facendolo cadere.
La pattuglia dei lombardiani diventa più folta e le richieste che si accompagnano sono chiare: un altro assessore e l’attuale Roberto Di Mauro nominato vice presidente della Regione.
Il governatore Renato Schifani ha preso tempo, se ne parlerà dopo l’estate, anche se interlocuzioni sono ancora in atto. Voci più insistenti dicono che il passaggio sia avvenuto di concerto con alcuni esponenti politici azzurri romani, Giorgio Mulè in testa. Obiettivo: sempre Schifani, il suo modo di governare la scelta degli assessorati, lontani dai ruoli di partito e dagli esponenti di spicco.
Era il 19 agosto quando Nello Musumeci, Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, postava una foto con Ignazio La Russa: “Amicizia”. Una sola parola, un legame, la capacità di guardare oltre e lontano. Qualche giorno di relax in Sicilia mentre Schifani ha fatto sapere che non andrà un solo giorno in vacanza per le emergenze isolane.
I due, Musumeci e Schifani, non si sono risparmiati nel botta e risposta in questioni fondamentali per la Sicilia, dalla fiction Rai girata a Stromboli, due idee e sue visioni diverse, sulla crisi idrica, sugli incendi, e non in ultimo sullo stato di emergenza richiesto dall’attuale governatore per la cenere vulcanica nel catanese.
Musumeci anche questa volta ha avuto la voce ferma: “Parliamoci chiaro questo della pioggia di cenere vulcanica è un tema che si ripropone costantemente, ogni anno o poco più. E andrebbe quindi affrontato con un approccio organizzativo diverso”.
Cosa si muove oltre le ficcanti dichiarazioni? Le elezioni del 2027, quelle regionali, Schifani potrebbe tentare il bis e ha già cercato di mettere in un angolo, non riuscendoci, Edy Tamajo dopo averlo sponsorizzato. L’incassatore di preferenze potrebbe tentare il volo della colomba con una candidatura alla presidenza della Regione, ma la casella stavolta potrebbe essere occupata non più da un forzista.
I meloniani si muovono piano ma con una sola voce e blindatamente. Gaetano Galvagno, attuale presidente dell’ARS, è un nome di punta, cresciuto a pane e La Russa.
La figura poi di Luca Sammartino, Lega e big del consenso, è in questo momento neutralizzata, il campo potrebbe essere aperto per l’ascesa, del resto c’è un asse politico importante che si è creato tra Fdi e MPA.
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