Processo alle "picchiatrici" di Marsala. In aula parla la vittima
17,00 - Per una serie di rimodulazioni di incarichi ai magistrati dopo la partenza della presidente Camassa, il processo è stato rinviato al 20 novembre. Sarà ascoltata in quella data la ragazza vittima dell'aggressione
08,00 - Verrà ascoltata oggi, al Tribunale di Marsala, la ragazza vittima di un pestaggio in contrada Dara, a Marsala, nell'agosto 2022.
A processo sono finite due ragazze marsalesi, Monia Marino, di 25 anni, e Stella D’Acquisto, di 26, accusate di lesioni personali aggravate, la D’Acquisto anche di violenza privata. Entrambe sono accusate di aver malmenato un'altra ragazza, L. C. E., per gelosia.
Con le "picchiatrici", c'era anche una terza ragazza per cui la Procura aveva chiesto il giudizio. Si tratta di Francesca Valenza, di 22 anni, che ha chiesto il giudizio abbreviato ed è stata condannata a 6 mesi di reclusione (pena sospesa) per le lesioni personali e assolta dall’accusa di violenza privata. Il processo iniziato a giugno entra già nel vivo con la testimonianza, oggi, della vittima dell'aggressione.
I fatti risalgono al mese d'agosto del 2022. Secondo l'accusa, la vittima venne attirata con l'inganno nei pressi della pasticceria “Dolce vita” in contrada Dara a Marsala. Qui Monia, Francesca e Stella si sarebbero scagliate contro di lei. Calci e pugni sferrati con inaudita violenza. Nemmeno quando la vittima è finita a terra al suolo, Monia si sarebbe fermata, continuando a colpirla e a sbatterle la testa contro l'auto, una Fiat Panda, che nel frattempo Stella e Francesca avevano condotto sul luogo dell'aggressione per impedire alla ragazza picchiata ogni possibilità di fuga.
Per le botte prese Lucia Cristina fu costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso del "Paolo Borsellino", con i medici che ha dato dieci giorni di prognosi. Le indagini sono state condotte dai Carabinieri di San Filippo e Giacomo, dopo la denuncia, con foto e screenshot delle chat, consegnate dalla vittima.
Nel capo d’accusa si legge che Monia Marino avrebbe prima sferrato alla tempia della sua avversaria in amore, colpendola poi con calci al ventre e in altre parti del corpo. E avrebbe continuato ad infierire, sempre con calci e pugni, anche dopo che la vittima si era accasciata a terra, tirandole anche i capelli e facendole sbattere la faccia contro l’auto. L.C.E. si è costituita parte civile, assistita dell’avvocato Ornella Cialona. A difendere le due imputate, Monia Marino e Stella D’Acquisto sono, invece, gli avvocati Diego Tranchida e Antonino Zichittella.
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