Divieto di fumo all'aperto, ma solo per i maleducati ...
di Katia Regina
Finalmente si sanziona la maleducazione; tuttavia ...
Da fumatrice mi sento offesa; non tutti i fumatori sono maleducati, e quelli che lo sono, probabilmente saranno gli stessi che abbandonano la spazzatura per strada, provano a infilarsi per saltare la coda, parlano a voce alta al telefono ovunque si trovino... insomma se ne infischiano delle regole del vivere civile. E con questo divieto, forse, staranno più attenti, ma non smetteranno di essere maleducati in tutte le altre circostanze. Essere accomunati a questi mi disturba oltremodo.
Da persona coerente sono confusa; lo Stato incassa oltre 12 miliardi di euro ogni anno di entrate tributarie derivate dalla vendita di sigarette. Con una mano fa il pusher, con l'altra ti multa.
Da pragmatica sono curiosa: la regola dei dieci metri! Vorrei conoscere il nome del burocrate, appassionato di epidemiologia, che ha stabilito questa precisa misura. Lo immagino a fare equazioni in scala ridotta sugli effetti e le ricadute sulla salute umana derivanti dal fallout del fumo passivo. Avrà tenuto conto della variabile vento? Ma soprattutto, come pensa di far rispettare questo limite nella città più densamente popolata in Italia? A occhio e croce direi che non si potrà più fumare neppure sul proprio balcone in un condominio, potrebbe affacciarsi il vicino di casa a destra, sinistra, sotto, sopra... e chiamare i vigili urbani.
Da persona attenta ai numeri sono perplessa: il fumo delle sigarette incide per il 7%, pare, sull'inquinamento atmosferico della città di Milano, saturo di ossido di azoto, particolato fine, monossido di carbonio, ma anche altre emissioni derivanti dal riscaldamento domestico oltre che dalle vicine attività industriali e agricole. Ciononostante, quel 7 deve aver rappresentato qualcosa che solo lo studio della numerologia cabalistica potrebbe spiegare.
Da appassionata di sociologia mi è finalmente chiaro il motivo che spinge i milanesi, secondo una leggenda metropolitana, a spalancare le finestre di casa ogni mattina: il solo modo che esiste per far cambiare aria alla città.
Da contribuente sono avvilita: dire di avere a cuore la salute dei cittadini e non riuscire a fare accorciare i tempi d'attesa per le visite specialistiche, offerte dal Sistema Sanitario Nazionale, mi autorizza a pensare che chi dovrebbe occuparsi della salute dei cittadini abbia scelto, ancora una volta, la scorciatoia meno onerosa del sanzionare piuttosto che curare.
Da fumatrice sono serena: il divieto di fumo all'aperto non cambierà le mie abitudini. Continuerò, come ho sempre fatto, a fare attenzione a non disturbare nessuno anche quando fumo all'aperto. E soprattutto, non vivo a Milano.
Consigli per la lettura: Del piacere e del vizio di fumare di Italo Svevo, Passigli Editori
Se volete provare a smettere di fumare: È facile smettere di fumare di Allen Carr. un manualetto che funziona davvero, tant'è che, a un certo punto, ho smesso... di leggerlo.
Consigli per la visione, ma solo se frequentate la satira:
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