Tranchida contro il "sit-in della farsa": "Non ci faremo intimidire da atteggiamenti fascisti"
"A 24 ore da quel Consiglio comunale in cui Trapani ha simbolicamente condannato la subcultura che ha portato all'attacco contro la mia amministrazione, si tenta di minacciarmi politicamente. Una farsa che getta benzina sul fuoco di razzismo e antisemitismo, strumentalizzando una battaglia politica in maniera assurda".
Sono parole dure quelle del sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, in risposta all'annuncio di un sit-indi di Fratelli di Italia per protestare contro la proprosta di conferire la cittadinanza onoraria agli equipaggi delle Ong. Il sit-in si terrà il 30 gennaio alle 16 davanti a palazzo Cavarretta, proprio nel giorno della votazione in aula consiliare. Il sindaco Tranchida giocando di anticipo ha voluto così chiarire la posizione della sua Amministrazione. Tranchida non usa mezzi termini e accusa i promotori della protesta di alimentare un clima di odio e intolleranza.
"Il marinaio trapanese, il pescatore trapanese, da sempre soccorre chi è in mare", ricorda il sindaco, sottolineando la storica vocazione all'accoglienza della città. "Cosa c'entra questo con la Shoah? Tutta l'Italia condanna ciò che è successo 80 anni fa, un orrore generato da una cultura malata che portò alla follia. Dobbiamo ripartire da un messaggio culturale diverso, di rispetto per la legge italiana".Tranchida si scaglia contro chi strumentalizza la memoria della Shoah per attaccare chi salva vite umane.
"Il tribunale di Trapani, dopo un processo durato 6-7 anni e costato oltre 3 milioni di euro, ha stabilito che queste persone non hanno commesso reati. Meritano la cittadinanza trapanese, a differenza di chi viene condannato per crimini come mafia e delinquenza. C'è una differenza tra un valore ideale e l'identità trapanese, che da sempre si basa sul soccorso in mare. Chiedete a qualsiasi pescatore: nessuno lascerebbe mai morire una persona in mare".
Il sindaco difende con forza la decisione di conferire la cittadinanza onoraria agli equipaggi delle ONG, ribadendo che il Tribunale di Trapani, dopo 7 anni di processo, ha stabilito che "queste persone rispondono a una legge umanitaria, non hanno commesso nulla". E attacca chi, invece, "vorrebbe che dessimo la cittadinanza a delinquenti, mafiosi, condannati dalla Corte Penale Europea".
Il sindaco conclude con un monito chiaro: "Non ci faremo intimidire da chi strumentalizza la paura e l'odio. E non ci faremo intimidire soprattutto da un atteggiamento strisciante che la stessa presidente Meloni, solo 48 ore fa, condannava, affermando che il regime nazista trovava alleati nel sistema fascista italiano".
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