Marsala, il pestaggio del disabile e la condanna di Li Vigni. Quando la giustizia è veloce
Due minuti di botte. Di calci e pugni al corpo e alla testa. Un’aggressione violenta, ripresa dalla telecamera di videosorveglianza. Due minuti interminabili per Davide Russo, il 33enne con una disabilità dalla nascita, pestato a sangue da due ragazzi, giovanissimi, in contrada Cuore di Gesù, a Marsala. Ieri, per quel pestaggio, è stato condannato a 10 anni di carcere uno dei due aggressori, l’unico maggiorenne all’epoca dei fatti: Vincenzo Piero Li Vigni.
Una sentenza arrivata a poco più di un anno e mezzo dal fattaccio, grazie a un’indagine molto veloce e accurata svolta dalla Procura di Marsala e dai Carabinieri lilibetani. Un’indagine lampo e un processo celere con una pena esemplare che dà una risposta a chi, erroneamente, sostiene che la giustizia non arriva per i violenti. Il caso suscitò molta indignazione in città per la violenza con la quale i due giovani si erano accaniti contro Russo. Una vicenda che ebbe anche un’eco mediatica a livello nazionale.
I dettagli della condanna La condanna è stata emessa dal Tribunale – Sezione Penale – di Marsala, che ha inflitto a Li Vigni 10 anni di reclusione e una multa di 5.000 euro. L’imputato si trovava già in carcere dal 17 giugno 2023, quando fu eseguita una misura cautelare nei suoi confronti. Il giovane è stato riconosciuto colpevole di aver aggredito brutalmente Davide Russo la notte tra il 14 e 15 giugno 2023, scambiandolo erroneamente per un molestatore della sorella.
La sentenza di condanna è arrivata per tre capi d’accusa:
- Lesioni personali gravi con l'aggravante della minorata difesa della vittima. Il Tribunale ha ritenuto di non dover accogliere l’ipotesi di tentato omicidio avanzata dalla Procura della Repubblica.
- Rapina aggravata impropria, per aver sottratto alla vittima le chiavi dell’auto, con le aggravanti di aver agito in concorso con più persone, con crudeltà e approfittando della minorata difesa della vittima.
- Evasione dagli arresti domiciliari, poiché al momento dell’aggressione Li Vigni era sottoposto alla misura cautelare per un’altra vicenda: era infatti accusato di aver esploso alcuni colpi d’arma da fuoco a Petrosino.
Il processo e la sentenza Dopo meno di venti mesi dai fatti, la sentenza è stata emessa al termine di un’istruttoria dibattimentale complessa. Il Tribunale ha deciso per una condanna severa, riconoscendo la gravità dell’episodio e la particolare vulnerabilità della vittima.“La vittima dell’aggressione – aveva detto il pm Paolo Bianchi nella sua requisitoria – ha subito al corpo e alla testa 34 pugni e 11 calci. Colpi portati con estrema e inaudita violenza”. E per questo aveva invocato una condanna a 15 anni e 3 mesi di reclusione. Nel processo, la vittima dell’aggressione si è costituita parte civile con l’assistenza dell’avvocato Antonino Salvatore Giustiniano. Il Tribunale gli ha accordato un risarcimento danni “provvisionale” (in attesa della causa civile) di 15 mila euro. Parte civile anche il Comune di Marsala, rappresentato dall’avvocato Cosimo Di Girolamo. Per il Comune 5 mila euro.
Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni. Nel frattempo, prosegue il procedimento giudiziario a carico del secondo aggressore, minorenne all’epoca dei fatti, il cui processo si sta svolgendo davanti al Tribunale per i Minorenni di Palermo.
La condanna di Li Vigni è stata accolta con soddisfazione dalla comunità locale e dalle associazioni che si erano mobilitate in difesa di Davide Russo, un ragazzo indifeso che quella sera ha subito una violenza ingiustificabile. Un verdetto che rappresenta un messaggio chiaro contro ogni forma di violenza, specialmente verso le persone più vulnerabili.
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