Dopo Sanremo resta solo lo spettacolo dell' Ecocausto in Mondovisione
di Katia Regina
Ho guardato solo la serata delle cover, rigorosamente in replica su Raiplay in orari più adatti a una boomer come me, riesco infatti a tollerare solo canzoni che già conosco, accompagnate dallo sgomento nel vedere i cantanti di quando ero ragazza invecchiati fino al punto di essere irriconoscibili.
Cosa resta da vedere dopo Sanremo? Il più grande spettacolo dopo Big Bang sarà l'Ecocausto, con buona pace per Jovanotti.
La comunità scientifica ha stilato una classifica delle minacce più incombenti per il pianeta Terra e i suoi abitanti, nei primi cinque posti abbiamo: Cambiamento climatico, Perdita di biodiversità, Inquinamento, Guerre e Pandemie.
Ma ecco che si apre il sipario e va in scena il nuovo grande spettacolo in mondovisione. Non sarà necessario ch'io faccia i nomi, metteteceli voi, ché tanto in scena sono pochi, qualche nuovo acquisto e molte comparse. I nuovi e vecchi leader mondiali sgomitano sul palco e recitano a braccio a chi la spara più grossa su ogni singola questione che tratta l'antropocidio già in atto.
Il cambiamento climatico? È una balla. Le conferenze sul clima hanno un solo punto all'ordine del giorno: rimandare le decisioni importanti al prossimo anno.
La perdita di biodiversità? Vabbè le specie animali si estinguono al ritmo di un concerto rock, ma abbiamo ancora i panda giganti! E poi, chi ha bisogno di api quando abbiamo i robot impollinatori?
L'inquinamento? Nuove centraline dislocate nelle città per monitorare quante volte si sfora.
Le guerre? Serve fare pulizia nei luoghi che hanno vocazione turistica; tutti sti bambini sporchi e affamati stridono con gli alberghi lussuosi che bisogna costruire.
E infine ci sarebbe la storia delle pandemie, che rogna! Basta con la gestione centralizzata, usciamo dall'OMS e ciascuno si curi i propri malati nel proprio quartiere.
Ecco lo spettacolo che va in scena tutti i giorni, festivi compresi. Sold out a ogni replica, un grande successo... Un applauso del pubblico pagante lo sottolineerà mentre altri giurarono e spergiurarono che non erano mai stati lì...
Che dire? Conosciamo i problemi, ci potrebbero essere le soluzioni e invece si va nella direzione opposta. Ora, chi vive con ansia e sofferenza tutto questo che può fare? Certo, continuare a comportarsi bene, nel suo piccolo. Costellare la sua giornata di piccoli gesti utili a non contribuire alla grande catastrofe globale. Educare i propri figli nel rispetto della natura e di tutti gli esseri viventi. Fortificarli affinché possano affrontare il mondo da emarginati, sognatori fuori tempo. Calcolare il punto di rimbalzo in cui cadranno ogni volta che sbatteranno contro un muro di gomma. Farsi trovare lì, per aiutarli a rimettersi in piedi.
La mia strategia di sopravvivenza per non soccombere all'ansia cronica rispetto allo spettacolo in scena in mondovisione è quella di fare la mia parte, da cittadina e madre e poi, concentrarmi su problemi più piccoli e gestibili. Quella brutta infiltrazione d'acqua sul tetto di casa mia, ecco, almeno questo proverò a risolverlo, mentre la televisione abbaia ai confini della mia salute mentale.
Ecoansia. I cambiamenti climatici tra attivismo e paura di Matteo Innocenti
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