Mazara. Malata di cancro aspetta 8 mesi per l'esame istologico, ora è in metastasi. Il caso
Si chiama Maria Cristina Gallo, 56 anni, e ha dovuto aspettare 8 mesi prima di avere l’esame istologico da parte dell’ospedale di Mazara del Vallo. Un tempo lungo che ha causato la trasformazione del tumore in metastasi, ad oggi la signora è sottoposta a chemioterapia.
Ha deciso di denunciare l’ASP di Trapani, perché, ha dichiarato, altre persone non debbano come lei subire lo stesso iter. La stessa interminabile attesa. Perchè se la burocrazia va lenta, la malattia invece corre.
La questione ha visto un intervento del Ministero della Salute, una nota a firma del direttore generale, Americo Cicchetti, che ha inviato al Dipartimento pianificazione strategica della Regione siciliana.
La nota diceva così: “Facendo seguito alle notizie pervenute a questo ministero riguardanti i lunghi tempi d'attesa per la refertazione di esami istologici risalenti ai mesi di maggio, giugno e luglio 2024 e con specifico riferimento all'annunciato impegno da parte dell'Asp di Trapani a refertare tutti i campioni istologici provenienti dai presidi ospedalieri del territorio di pertinenza entro il mese di gennaio 2025, si chiede a codesta amministrazione di verificare quanti esami istologici siano stati evasi ad oggi e quanti ancora ne restano da esaminare e di far pervenire alla scrivente Direzione generale una dettagliata relazione al riguardo entro e non oltre il 19 febbraio al fine delle valutazioni di competenza”.
La questione Domenico Messina era il primario di anatomia patologica che avrebbe dovuto con celerità refertare la paziente. Di fatto non è un caso che già dal primo novembre dell’anno scorso il primario sia stato messo in pensione.
I tempi divergono in base alla tipologia di prestazione, cioè se si tratta di un esame istologico su biopsia (10 giorni), esame istologico su pezzo operatorio semplice (12 giorni), esame su operatorio complesso (20 giorni). In ogni caso il tempo trascorso ha creato una congiuntura negativa, che però non appare addebitabile alla direzione aziendale dell’ASP di Trapani. Perché la vera domanda è: chi ha confezionato il ritardo diagnostico? Non si tratta qui di liste di attesa, più precisamente un ritardo diagnostico, addebitabile al medico, può derivare da una sbagliata valutazione del caso da parte del sanitario che esegue lo screening; una cattiva interpretazione del referto da parte del medico specialista; l’erronea refertazione di un esame istologico.
In verità fonti romane fanno sapere che il Ministero non ha richiamato l’ASP di Trapani, ma ha solo chiesto lumi sullo scorrimento degli istologici.
L’impegno assunto dall’Azienda, rispettato, era quello di chiudere entro il 31 gennaio i referti degli istologici di Pantelleria e non di tutta la provincia.
La replica del Direttore Generale Ferdinando Croce, DG dell’Azienda Sanitaria Provinciale, in riferimento al caso, ha confermato l’impegno a chiudere entro il 31 marzo 2025 tutti i referti istologici relativi al 2024 e refertare tutti i campioni istologici pervenuti dai presidi ospedalieri del territorio di pertinenza entro il mese di gennaio 2025.
C’è la determinazione di un netto cambio di passo rispetto al pregresso e la piena volontà di migliorare l’efficienza operativa e la risposta sanitaria.
Ha detto Croce che “L’ottimizzazione della gestione dei processi di refertazione è un punto prioritario della programmazione aziendale. Dal momento in cui sono emerse le criticità legate ai tempi di attesa relativi ai referti, ho immediatamente attivato una serie di convenzioni con Asp Catania, Azienda Ospedaliera Garibaldi di Catania e Policlinico di Palermo, al fine di esaurire nel più breve tempo possibile tutto l’arretrato. Inoltre – ha aggiunto - allo scopo di accelerare la refertazione dei campioni istologici, con particolare riferimento alle biopsie osteo midollari, è stato avviato con una azienda privata un apposito servizio di processazione e refertazione dei campioni, e ad oggi ammontano complessivamente a 2058 i casi istologici evasi, mentre ne restano ancora da esaminare 244. Alla base del problema – ha sottolineato il manager - è la grave carenza di medici specialisti in Anatomia patologica che ha comportato macro criticità nella possibilità di rispettare la tempistica, considerata la presenza in azienda di tre dirigenti medici fino a dicembre 2024, a fronte di una dotazione organica che prevede nove unità. Per questo, è stato emanato un concorso pubblico per la copertura di 4 posti di dirigente medico di Anatomia patologica. Queste iniziative sono indicate dettagliatamente in una relazione già inviata al direttore generale della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute”.
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