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03/03/2025 06:00:00

Elezioni nei Liberi Consorzi: accordo sempre più lontano per il centrodestra

 L’ accordo è sempre più lontano, all’interno del centrodestra, per le elezioni di secondo livello per i Liberi Consorzi. Gli ultimi vertici regionali e provinciali non hanno prodotto nulla, ognuno cerca di portare a casa un risultato per se stesso, che poi è pietra per le prossime elezioni. Insomma i politici fanno quello che, quasi, esclusivamente sanno fare: una campagna elettorale perenne, spesso senza tenere conto del territorio e della costruzione di una nuova classe dirigente. I soliti nomi per le solite poltrone. A muovere i fili pure i vecchi politici, con la sindrome di chi perde potere e, magari, anche fascino.

Trapani
La situazione sul territorio provinciale è in movimento, Mimmo Turano, attuale assessore regionale, avrebbe voluto candidarsi a presidente della Provincia ma con le elezioni di secondo grado non è possibile.
Turano conta su una vasta rete di rapporti personali e di consiglieri comunali su cui contare, quasi tutti civici perchè della Lega non c’è traccia in nessun consiglio comunale. Tutti contattati per portare a casa un risultato finalizzato a fare eleggere un presidente, tra i sindaci della provincia, che magari non sia poi così giovane e che, possibilmente, non abbia nemmeno molte ambizioni personali. Turano potrebbe fare asse con Toni Scilla, coordinatore provinciale di FI, e puntare sul nome di Giuseppe Fausto, sindaco di Castellammare del Golfo. Stefano Pellegrino, calando le quotazioni( per problemi di voto ponderato) del sindaco di Santa Ninfa, Carlo Ferreri, potrebbe puntare su Salvatore Quindi, sindaco di Mazara. Il centrodestra così si spaccherebbe, Quinci presenterebbe una candidatura da civico ma sarebbe pure sostenuto da Fratelli d’Italia, che vanta un buon numero di consiglieri comunali. Una spaccatura che a questo punto favorirebbe la vittoria di Giacomo Tranchida, sindaco di Trapani, che verrebbe sostenuto a sinistra, seppure anche lì non c’è unità di intenti.
Le manovre che il centrodestra in questo momento sta mettendo in campo sono tutte volte a stoppare l’ingresso in politica di personaggi nuovi, che diano respiro diverso anche alle istanze dei territori. Quinci, potrebbe avere strada da percorrere, ma un soggetto così autonomo è poco accettato dal parterre.
Stesse scene si registrano in giro per le altre province, giorno 7 si terrà il prossimo vertice ma potrebbe portare solo ad un nulla di fatto.

Il vertice regionale
Martedì si riuniranno a Palermo i coordinatori regionali dei partiti, bisognerà capire se ci sarà una possibilità di dialogo ovvero ognuno sui territori si organizzerà come riterrà opportuno, una sorta di liberi tutti.
In caso di spaccatura, con più candidature di centrodestra sulle province, i partiti della coalizione ne usciranno sconfitti, tanto da far barcollare la coalizione regionale.