La questione della trasparenza e della moralità negli affidamenti di appalti e servizi pubblici da parte dell'amministrazione comunale di Santa Ninfa è al centro di una recente interrogazione consiliare. Il gruppo di opposizione "Insieme per Santa Ninfa", che detiene la maggioranza relativa in Consiglio, ha sollevato il tema nell'ultima seduta consiliare, mettendo in discussione l'affidamento diretto alla società "Blitz servizi postali" per la gestione del servizio di affrancatura, raccolta e recapito degli atti dell'ente.
A dare origine all'interrogazione è stata la diffusione, lo scorso mese, di notizie riguardanti i precedenti penali del titolare della società, Donato Giglio, il quale ha ottenuto l'affidamento del servizio nel luglio 2023. Secondo l'opposizione, tale decisione costituirebbe uno spreco di denaro pubblico e solleva dubbi sulla correttezza della procedura adottata.
L'opposizione ha elencato diversi precedenti penali a carico di Giglio, che vanno dal furto alle lesioni personali, dalla resistenza a pubblico ufficiale alle molestie. Alla luce di ciò, i consiglieri hanno chiesto al sindaco se l'amministrazione comunale e gli uffici fossero a conoscenza di tali precedenti e, in caso affermativo, se questi fossero ostativi alla stipula di contratti con la pubblica amministrazione.
Inoltre, il gruppo consiliare ha richiamato le disposizioni dell'Anac (Autorità nazionale anticorruzione), che stabiliscono, in conformità all'articolo 80 del Codice dei contratti pubblici, che per la partecipazione alle gare d'appalto devono essere rispettati requisiti generali di moralità, la cui verifica spetta alla stazione appaltante. L'Anac ha inoltre ribadito che una condanna definitiva o un decreto penale di condanna irrevocabile possono rappresentare motivo di esclusione da una procedura d'appalto o concessione.
Alla luce di tali normative, i consiglieri di opposizione hanno evidenziato che Giglio risulta destinatario di diverse condanne definitive, tra cui un'ordinanza del magistrato di sorveglianza di Trapani del 2022 che ne aveva disposto la libertà controllata. La questione sollevata è dunque se il dirigente responsabile dell'affidamento abbia effettuato un'adeguata valutazione della condotta e dell'affidabilità del soggetto prima di procedere all'affidamento del servizio.
Secondo l'opposizione, la legge prevede che, anche nel caso in cui i precedenti penali non comportino automaticamente l'esclusione da una gara, la stazione appaltante debba comunque valutare l'integrità dell'operatore economico e motivare adeguatamente la scelta. Tuttavia, nel caso della "Blitz servizi postali", tale motivazione non sarebbe stata fornita dal dirigente comunale che ha firmato l'affidamento, lasciando aperti dubbi sulla correttezza dell'operato dell'amministrazione.
L'interrogazione consiliare si inserisce in un contesto più ampio di attenzione sulla gestione degli appalti pubblici e sulla necessità di garantire trasparenza e legalità nelle procedure amministrative. Resta ora da vedere quale sarà la risposta dell'amministrazione comunale di Santa Ninfa e se verranno adottati provvedimenti per chiarire la vicenda.