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02/07/2026 06:00:00

Trapani, Valerio Valenti si mette in campo: “Voglio restituire alla città la mia esperienza”

Valerio Valenti rompe gli schemi e guarda già alle amministrative del 2028. L’ex prefetto ha annunciato la sua disponibilità a candidarsi sindaco di Trapani, spiegando di voler costruire un percorso civico, fatto di ascolto, competenze e confronto con la città.

 

“Non guardo a una parte politica”

Valenti chiarisce subito il punto politico: “Io non guardo da una parte politica, so che le altre parti politiche guardano a me”.

L’ex prefetto dice di essere concentrato sui problemi della città e sul rapporto con la società civile. “Mi pare che in diversi punti il dialogo si sia interrotto. La missione principale è ristabilire un equilibrio tra il ruolo dell’amministrazione, degli enti intermedi e dei cittadini”.

Per Valenti il tempo che manca al voto non è un ostacolo, ma uno spazio utile: “Voglio stare in mezzo alla gente, parlare con le persone, capire i problemi e cercare di individuare le soluzioni”.

 

Il Comune da conoscere prima di amministrare

Valenti non nasconde che il percorso sarà lungo e complesso. “C’è il rischio di arrivare stanchi, ma per chi non ha vissuto l’istituzione comunale dall’interno è necessario entrarci dentro e comprenderla fino in fondo”.

Uno dei temi che sta approfondendo è il bilancio. “Sto cercando di capire bene tutte le questioni relative al bilancio del Comune, all’esercizio finanziario, alla stabilità dei conti. Sono aspetti necessari per capire poi come amministrare e gestire le risorse”.

L’ex prefetto rivendica il suo profilo amministrativo: “Io vengo dall’amministrazione e l’amministrazione la conosco. So che per amministrarla bisogna conoscerla, altrimenti il rischio è mettere mani in un apparato nel quale non si capisce nulla”.

 

Sicurezza, la ricetta della partecipazione

Sul tema della sicurezza, Valenti richiama la sua esperienza da prefetto e parla di “sicurezza partecipata”. Ma precisa: “Significa non scaricare il barile da una parte o dall’altra”.

Secondo Valenti, non tutto ciò che crea insicurezza urbana rientra automaticamente nel penale. Per questo serve coordinamento tra forze dell’ordine, polizia locale e amministrazione.

“Bisogna capire chi fa che cosa, fino a che punto possono intervenire le forze di polizia e fino a che punto la polizia locale”, afferma. E aggiunge: “La polizia locale deve essere strutturata e professionalizzata, non soltanto per fare multe, ma per svolgere attività di prevenzione e repressione”.

La parola chiave è una: “Fare squadra. Insieme alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza, alla Polizia Locale e ai cittadini, che sono le prime sentinelle di sicurezza del territorio”.

 

“Non ho ambizioni politiche, voglio restituire”

Valenti racconta anche le ragioni personali della scelta. Non c’è, dice, un episodio politico preciso che lo ha spinto a candidarsi.

“Io sono cresciuto a pane e amministrazione. Mio padre è stato amministratore di questo Comune per vent’anni, dagli anni Sessanta agli anni Ottanta. Sono cresciuto seguendolo nei comizi”.

L’ex prefetto dice di non essere interessato a una carriera politica tradizionale: “Non mi interessa fare il parlamentare né il deputato regionale. A me piace restituire alla mia comunità, che è quella di Trapani, tutto il bagaglio di esperienza, competenza e relazioni che ho costruito in questi anni”.

E conclude: “Il motore di questa iniziativa sono io e solo io. Non ho nulla da perdere. Questo, per me, è il coronamento di un percorso”.