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27/03/2025 10:00:00

Marsala: il Borgo Misilla in trasferta a Malta

Borgo Misilla prova a guardare oltre Marsala e oltre la Sicilia. Una delegazione dell’associazione di promozione sociale del borgo sarà a Malta per una trasferta che unisce visita culturale, confronto tra comunità e primi contatti in vista di un possibile gemellaggio.

Il viaggio coinvolge venti coppie tra abitanti del borgo e componenti del direttivo dell’associazione. L’obiettivo non è soltanto conoscere l’isola, ma individuare realtà locali con caratteristiche affini a quelle di Misilla, per costruire in futuro uno scambio culturale, turistico e commerciale.

La scelta di Malta nasce da una vicinanza geografica e storica. L’arcipelago, nel cuore del Mediterraneo, conserva legami antichi con la cultura italiana e siciliana. Proprio questa prossimità rende possibile immaginare un dialogo tra piccoli centri che condividono storia agricola, artigianato, turismo e rapporto con il paesaggio.

Il direttivo dell’associazione visiterà diversi borghi maltesi per capire quale possa essere il più adatto a un percorso di gemellaggio. I settori individuati sono quelli che più raccontano anche l’identità di Misilla: viticoltura, turismo rurale, artigianato, valorizzazione delle tradizioni locali.

Non è un passaggio secondario per una realtà di contrada. Borgo Misilla, negli ultimi anni, ha avviato un percorso di partecipazione dal basso, con l’obiettivo di migliorare il decoro, recuperare memoria, rafforzare il senso di comunità e costruire occasioni di incontro tra residenti.

Nel 2024 Tp24 aveva raccontato questo movimento come un piccolo “rinascimento culturale” alla periferia di Marsala: la nascita dell’associazione, la creazione di una pagina social per raccogliere ricordi e iniziative, attività per gli anziani, la disponibilità di un defibrillatore, il tentativo di far percepire il borgo non come luogo marginale ma come comunità viva.

La trasferta a Malta si inserisce in questa stessa traiettoria. Non un viaggio celebrativo, ma un tentativo di dare al borgo una prospettiva più ampia, mettendolo in relazione con altre comunità mediterranee.

L’idea del gemellaggio, se sviluppata, potrebbe diventare uno strumento utile per promuovere le produzioni locali e creare occasioni di scambio. La viticoltura, in particolare, rappresenta un terreno naturale di confronto per un territorio come Marsala, dove il vino non è solo economia ma identità, paesaggio e cultura familiare.

Anche il turismo può avere un ruolo. I piccoli borghi, se raccontati bene, possono offrire esperienze diverse rispetto ai circuiti più affollati: cammini, degustazioni, memorie agricole, feste religiose, artigianato, ospitalità diffusa. Ma perché questo accada serve organizzazione, continuità e capacità di fare rete.

È qui che l’associazione Borgo Misilla prova a giocare la sua partita. Il progetto non parte dall’alto, ma da una comunità che cerca di darsi strumenti, visione e interlocutori. Un gemellaggio con una realtà maltese potrebbe aprire scambi tra cittadini, artigiani, produttori e operatori turistici.

Naturalmente il percorso è ancora all’inizio. La trasferta servirà a conoscere, osservare e scegliere eventuali partner. Solo dopo si potrà capire se il gemellaggio avrà una forma stabile e quali progetti concreti potrà generare.

Il valore dell’iniziativa, però, è già nel metodo. Una piccola comunità rurale sceglie di non restare chiusa nella propria dimensione locale, ma di confrontarsi con altre esperienze del Mediterraneo. Cerca somiglianze, possibilità, alleanze.

In tempi in cui molti borghi e contrade rischiano isolamento e spopolamento, costruire relazioni può diventare una forma di tutela. Non basta conservare una memoria. Bisogna farla camminare, metterla in contatto con altre storie, trasformarla in opportunità.

Il viaggio a Malta sarà quindi il primo passo di un progetto ancora da verificare, ma già significativo per l’ambizione che contiene. Borgo Misilla prova a raccontarsi fuori dai propri confini, portando con sé la propria identità e la volontà di costruire futuro a partire dalla comunità.

Ines D’Orazio