Sanità. Schillaci alle Regioni: "Liste d'attesa e referti, inefficienza inaccettabile!
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E’ datata 2 aprile la lettera che Orazio Schillaci, ministro della Salute, invia al presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, in risposta allo stesso che lamentava le scarse risorse alle Regioni per poter affrontare adeguatamente lo scorrere veloce delle liste di attesa.
La prima corrispondenza il Ministro la invia per sollecitare le regioni a essere vigili e attente, proprio a seguito di alcune situazioni indegne che si sono verificate nel Paese. Il riferimento senza mai citarlo è pure stato al caso Trapani, seppure qui si trattasse di refertazione istologica, che segue un regime diverso rispetto alle normali liste di attesa.
Le parole del Ministro
Roma non vuole invadere le competenze regionali ma semmai rendere esigibile il diritto alla Salute: "Un intervento necessario a garantire un diritto costituzionale che, come dimostrano le ispezioni dei Carabinieri Nas, risulta compromesso per una significativa percentuale di cittadini. La tutela della salute, prima ancora di essere materia concorrente, è un diritto fondamentale che dobbiamo garantire in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. La strada, però, è quella di esercitare davvero le prerogative sancite nel Titolo V della Carta”. I Nas hanno portato alla luce una serie di irregolarità, il 27%, in alcune strutture e liste d'attesa gonfiate: "Queste non sono criticità astratte, ma pratiche concrete che negano il diritto alla salute di migliaia di cittadini ogni giorno. Non possiamo continuare a rilevare problemi ex post o attraverso il lavoro di indagine di carabinieri o giornalisti per poi dover sempre concludere che si tratta di disorganizzazione visto che il 100% dei casi evidenziati dalle cronache si risolvono trovando subito posti e con tante scuse al cittadino”.
Schillaci non fa sconti, perché solo a caso mediatico scoppiato si trovano gli strumenti per refertare, posti letto e visite eseguite. Per il Ministro il caos organizzativo di talune Regione è “incomprensibile”. Sulle risorse nella lettera si fa riferimento ai 2 miliardi investiti tra il 2020 e il 2024 proprio per l'abbattimento delle liste d'attesa. Risorse che, secondo il giudizio della Corte dei Conti, sono state però spese in maniera "esigua" e non sempre “efficiente”.
L’accusa ai Direttori Generali
Schillaci tira le orecchie ai manager: "Vogliamo davvero continuare ad affermare che servono fondi per richiamare i Direttori Generali di quel 27% di strutture irregolari ad intervenire con la massima urgenza? Vogliamo davvero continuare a non vedere che le Regioni che hanno realizzato il CUP unico, unificando le agende pubbliche e private in convenzione come previsto dal decreto, hanno ridotto drasticamente i tempi di attesa perché hanno aumentato notevolmente le prestazioni? Vogliamo davvero continuare a tollerare che non ci sia un monitoraggio stringente in ogni azienda per garantire il corretto equilibrio fra l'attività istituzionale e quella libera professione?”.
Sulla appropriatezza prescrittiva sollevato dalle Regioni il Ministro ha chiarito: "Condivido la necessità di intervenire anche sul versante della domanda, ma questa non può essere una scusa per non agire sull’offerta. Ribadisco la disponibilità del Ministero a fornire tutto il supporto necessario per le criticità ma con la ferma determinazione a non tollerare ulteriori ritardi”.
Il Ministro annuncia di voler incontrare singolarmente i presidenti di Regione per esaminare le singole realtà.
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