×
 
 
24/04/2025 08:55:00

TrapanIncontra ospita Pegah Moshir Pour con "La notte sopra Teheran"

La VII edizione di TrapanIncontra, dedicata quest’anno alle “Parole di Donne”, porta alla Biblioteca Fardelliana di Trapani una voce che unisce memoria personale e impegno civile. Domenica 27 aprile, alle 18, Pegah Moshir Pour presenterà La notte sopra Teheran, pubblicato da Garzanti.

L’incontro sarà moderato da Giacomo Pilati. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Moshir Pour, nata a Teheran e cresciuta in Italia, è attivista per i diritti umani e digitali. In questi anni è diventata una delle voci più ascoltate nel dibattito pubblico italiano sui diritti delle donne iraniane, portando al centro della discussione non soltanto la repressione del regime, ma anche il desiderio di libertà di una generazione che non accetta più il silenzio.

La notte sopra Teheran nasce dalla sua storia. È un racconto autobiografico che attraversa l’infanzia in Iran, il trasferimento in Italia, lo sradicamento, il rapporto con la famiglia e il legame profondo con la cugina Setareh, rimasta nel Paese d’origine.

Il libro non racconta l’Iran da lontano. Lo racconta attraverso una frattura personale: partire da bambina, crescere altrove, portare dentro di sé una lingua, una memoria, un affetto e una domanda che non smette di tornare.

La scheda dell’editore ricostruisce proprio questo nodo narrativo: Pegah lascia l’Iran da piccola con la famiglia e in Italia comincia, paradossalmente, a conoscere meglio il Paese da cui proviene. Il ritorno verso Teheran diventa allora un viaggio nella memoria, ma anche nella realtà di una nazione segnata dalla mancanza di libertà per donne e ragazze.

L’autrice porta dentro la scrittura una doppia appartenenza. Da una parte l’Iran dell’infanzia, degli affetti familiari, delle storie ascoltate. Dall’altra l’Italia, dove cresce, studia, prende parola e costruisce il proprio impegno pubblico.

Questa doppia prospettiva permette al libro di evitare la semplificazione. L’Iran non è soltanto un luogo di oppressione, né soltanto una terra da rimpiangere. È un Paese complesso, attraversato da paura e bellezza, controllo e desiderio, dolore e resistenza.

Nel romanzo, la vicenda personale diventa così una porta d’accesso a una storia collettiva. Le lotte per la libertà, il corpo delle donne come terreno di controllo politico, la repressione del dissenso, il rapporto tra generazioni e il peso dell’esilio entrano nella narrazione senza cancellare l’intimità del racconto.

La rassegna TrapanIncontra sceglie quindi un appuntamento coerente con il tema “Parole di Donne”. Qui la parola femminile non è soltanto testimonianza, ma atto di presenza. Raccontare significa sottrarre all’oblio, costruire legami, rendere visibile ciò che i regimi provano a cancellare.

La Biblioteca Fardelliana, in questo contesto, diventa uno spazio di ascolto civile. Non solo luogo di libri, ma luogo in cui la letteratura incontra le questioni del presente: diritti, libertà, identità, migrazione, memoria.

La storia di Pegah Moshir Pour parla anche a chi vive lontano dall’Iran. Perché interroga il modo in cui l’Occidente guarda le lotte altrui, spesso oscillando tra commozione momentanea e rapida rimozione. Il libro chiede invece continuità di attenzione, capacità di ascolto e consapevolezza.

In un tempo in cui molte immagini arrivano e scompaiono in fretta, la scrittura può fare qualcosa di diverso: rallentare lo sguardo, dare un nome ai volti, restituire profondità alle notizie.

L’appuntamento del 27 aprile alla Fardelliana sarà dunque più di una presentazione editoriale. Sarà un incontro con una storia individuale che porta dentro di sé il destino di tante donne e ragazze iraniane.

TrapanIncontra prosegue così il suo percorso mettendo al centro una letteratura capace di attraversare confini geografici e politici. Una letteratura che non consola, ma chiede di guardare. E di non voltarsi altrove.

Ines D’Orazio