Non solo proteste e autobotti, ma ora anche un’indagine della magistratura: la crisi idrica di Trapani diventa “caso Bresciana” e approda ufficialmente in Procura. Anzi, le indagini della magistratura sul caso Bresciana a Trapani vanno avanti: è arrivata la proroga richiesta dal pubblico ministero e firmata dal giudice per le indagini preliminari Massimo Giuseppe Corleo. Si tratta di un procedimento penale a carico di ignoti, nato da una denuncia per interruzione di pubblico servizio presentata nell'estate scorsa, luglio 2024, da un cittadino colpito dai continui disservizi idrici. Ma questa potrebbe essere solo la prima di una valanga di nuove denunce.
A un anno di distanza, la situazione idrica a Trapani resta infatti critica, e il Comitato spontaneo "L'acqua è un diritto di tutti" si prepara a presentare una nuova serie di esposti, con l'obiettivo di portare in Procura decine di segnalazioni raccolte nei quartieri più colpiti. "Alcune vie restano senz'acqua per giorni interi. Quando arriva, resta disponibile per venti minuti appena. Non si può chiamare distribuzione idrica", spiega Rosario Rizzo, tra i fondatori del comitato insieme con Salvatore Titoni e Salvatore Emanuele Barbara. E aggiunge: "Ci sono zone dove da sette giorni non arriva nulla, come via Sergia, via Garibaldi, via Barone, vicolo Monasteri, via Carrara. E le chat del comitato si riempiono ogni mattina di messaggi disperati".

Gli utenti lamentano disservizi intermittenti, mancanza di pressione, differenze nette tra le utenze più vicine alla condotta e quelle più lontane. La turnazione a giorni alterni, spesso, si riduce a una manciata di minuti di erogazione. Il Comitato si sta organizzando per sporgere denuncia "collettiva" ovvero avallata da un setto -otto cittadini che vivono il disagio.
Nel frattempo, in molti si arrangiano come possono. I più fortunati acquistano acqua dalle autobotti, accettando anche costi extra per le urgenze o per le consegne di notte o nei weekend. Ma l'acqua distribuita dai privati è tecnicamente non potabile, e spesso classificata come "trasporto di acqua" nelle ricevute.
Il Comitato denuncia anche questo: "Non si può continuare a usare acqua non potabile per scopi domestici. Non è sicuro e potrebbe configurare una violazione del codice penale, articolo 444". Rizzo spiega che molti cittadini non denunciano per paura di ritorsioni: "Temono controlli, multe, visite dei NAS. Così stringono i denti e si arrangiano".
Ma sullo sfondo c'è anche un paradosso più ampio. Nonostante le piogge invernali, a Trapani si continua a parlare di siccità. I comitati ribattono: "Il problema non è la mancanza di pioggia, ma l'incapacità di trattenere l'acqua, la mancanza di infrastrutture adeguate, le dighe non collaudate e la manutenzione carente dei pozzi di Bresciana". Ed è proprio Bresciana, l'impianto comunale da cui parte la rete idrica cittadina, ad essere nel mirino. Secondo i cittadini, diversi pozzi sarebbero rimasti fermi per mesi, senza che si sia intervenuti in tempo per ripararli. E questo avrebbe ridotto la disponibilità complessiva di acqua, creando squilibri e disservizi. "Non è possibile che ci siano 18 pozzi e 4 restino fermi per mesi. Se si rompono, vanno aggiustati subito", accusa Rizzo.
Anche l'amministrazione comunale, però, in passato ha segnalato anomalie all'autorità giudiziaria. L'assessore al servizio idrico Enzo Guaiana conferma che nel 2023 sono state presentate denunce per tentativi di furto, cavi rubati e atti sospetti presso l'impianto di Bresciana. In un'occasione fu coinvolta anche la compagnia dei Carabinieri di Mazara del Vallo. Lo stesso Guaiana sottolinea che la città oggi ha una sola condotta di approvvigionamento attiva e che Sicilia Acque, dal marzo scorso, non fornisce più acqua da Montescuro, complicando la gestione delle emergenze. Quanto alle autobotti, l'assessore precisa che il Comune le utilizza solo per fornire acqua a condomini colpiti da episodi di inquinamento della rete.
Sullo sfondo resta il nodo del dissalatore, il grande impianto annunciato come soluzione alla crisi idrica. I lavori sono in corso ma i tempi restano incerti. L'impianto dovrebbe servire tutto il territorio provinciale e, se completato, potrebbe finalmente riequilibrare la situazione. Ma i cittadini, intanto, restano senz'acqua. E ora cercano giustizia.