Cinque racconti, cinque voci under 27, un tema difficile da attraversare senza retorica: “Giovani e fragilità”. È stata ufficializzata la cinquina finalista della prima edizione di Halyciae – Premio Letterario della Città di Salemi, concorso nazionale promosso dall’associazione culturale Liber…i nell’ambito del Salìber Fest.
Il premio nasce a Salemi, ma ha raccolto adesioni da tutta Italia. Un dato che gli organizzatori leggono come una conferma della necessità di aprire spazi di ascolto e scrittura per le nuove generazioni.
Il tema scelto, “Giovani e fragilità”, non è semplice. Chiede ai partecipanti di confrontarsi con paure, inquietudini, smarrimenti, ma anche con la possibilità di trasformare la scrittura in una forma di comprensione. Non solo raccontare il disagio, dunque, ma trovare una lingua per nominarlo.
La cinquina è stata selezionata da una giuria di lettori composta da ex vincitori e finalisti del Premio Campiello Giovani, docenti di Lettere, librai, lettori e dottorandi in Studi Umanistici.
A contendersi la vittoria sul palco del Salìber Fest, a luglio, saranno Daniele Camagna, 23 anni, di Rocca Sinibalda, in provincia di Rieti, con il racconto “Foto”; Giusy Campanella, 23 anni, di Ciminna, in provincia di Palermo, con “Giallo di primavera”; Arianna Lucarelli, 26 anni, di Senigallia, con “La luce arancione”; Francescoluca Ricci, 23 anni, di Roma, con “Cuori di luglio”; Alessandro Vitullo, 20 anni, di Roma, con “Nulla da ricordare”.
La scelta finale passerà ora alla Giuria di Qualità, presieduta dalla scrittrice Claudia Lanteri. Con lei ci saranno Veronica Galletta, Tommaso Giartosio, Dario Voltolini e i redattori del magazine letterario Topsy Kretts, Federico Riccardo e Simone Sciamè.
Il racconto vincitore sarà pubblicato su Topsy Kretts. I testi dei finalisti confluiranno inoltre in un’antologia cartacea che sarà presentata durante il Salìber Fest.
È uno degli aspetti più significativi del premio: non limitarsi alla classifica, ma dare ai racconti una forma pubblica, un luogo in cui essere letti, conservati, discussi. Per giovani autori agli inizi, la pubblicazione non è un semplice riconoscimento. È un primo passaggio di responsabilità davanti ai lettori.
Halyciae si inserisce nel lavoro che l’associazione Liber…i porta avanti da anni con il Salìber Fest, festival letterario che ha fatto del centro storico di Salemi uno spazio di incontro tra libri, autori, scuole, lettori e comunità.
La nascita di un premio rivolto agli under 27 amplia questa direzione. Non solo invitare scrittori già affermati, ma cercare nuove voci, provare a intercettare chi scrive da una condizione ancora instabile, in formazione, spesso lontana dai circuiti editoriali.
Il concorso è promosso con il supporto del Comune di Salemi e dell’assessorato a Culture, Sport, Turismo e Spettacolo, in collaborazione con la Rete delle Biblioteche della provincia di Trapani, il Patto intercomunale per la lettura della Valle del Belìce e la Rete dei Festival letterari del Trapanese.
Questa rete territoriale è importante. Un premio letterario può restare un episodio isolato, oppure diventare parte di una politica culturale più ampia. Nel caso di Salemi, il collegamento con biblioteche, festival e patti per la lettura indica la volontà di costruire un ecosistema, non solo un evento.
Il tema della fragilità, poi, porta il premio dentro una questione molto attuale. Gli anni recenti hanno reso più visibili solitudini, ansie, difficoltà relazionali, incertezze economiche e paure che attraversano i giovani. Ma spesso queste esperienze vengono raccontate dagli adulti, più che dai ragazzi e dalle ragazze che le vivono.
Un concorso di narrativa breve non risolve il problema, ma può aprire una soglia. Permette di ascoltare come i giovani scelgono di rappresentarsi, quali parole usano, quali immagini costruiscono, quali silenzi decidono di rompere.
La scrittura, in questo senso, non è terapia semplificata né esercizio scolastico. È una forma di elaborazione. Una pratica che mette ordine, o almeno prova a dare forma a ciò che spesso resta confuso.
Halyciae nasce dunque come premio letterario, ma tocca un terreno più largo: il rapporto tra giovani, parola e comunità. La fragilità non viene trattata come debolezza da nascondere, ma come materia narrativa, luogo da attraversare con sguardo critico e sensibilità.
La premiazione al Salìber Fest sarà il momento conclusivo del percorso. Ma la parte più interessante è già nel lavoro che precede il palco: la lettura dei testi, la selezione, il confronto tra giurie, la costruzione dell’antologia, il riconoscimento di una generazione che chiede di essere ascoltata anche attraverso la letteratura.
A Salemi, il premio porta così dentro il festival una domanda semplice e decisiva: cosa hanno da raccontare i giovani quando li si mette davvero nelle condizioni di prendere parola?
Ines D’Orazio