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28/05/2025 08:44:00

"Bagli Narranti": il 30 maggio la rassegna chiude con Salvo Palazzolo

La terza edizione di “Bagli Narranti” si chiude con una storia rimasta a lungo sepolta sotto silenzi, omissioni e fretta di archiviare. Venerdì 30 maggio, alle 18, all’Agriturismo Vultaggio di Guarrato, Salvo Palazzolo presenterà L’amore in questa città, pubblicato da Rizzoli.

L’incontro conclude la rassegna letteraria organizzata dall’Associazione “Misiliscemi” con il patrocinio del Comune. A dialogare con l’autore sarà il giornalista Maurizio Macaluso. Le letture di alcuni brani del romanzo saranno affidate alla professoressa Antonella Scaduto.

Il libro di Palazzolo riporta alla luce un caso di cronaca nera della Palermo del 1935: l’uccisione di Cetti Zerilli, giovane studentessa trovata morta nel palazzo dell’Università, colpita da tre proiettili. Accanto a lei c’era il corpo di un milite fascista. La polizia del regime parlò subito di omicidio-suicidio e la vicenda venne chiusa rapidamente, mentre alla stampa fu imposto il silenzio.

A distanza di novant’anni, Palazzolo torna su quel cold case con gli strumenti del giornalista d’inchiesta e del narratore. Non si limita a ricostruire un fatto di sangue. Interroga il contesto che lo rese possibile: il potere del regime, la censura, la condizione delle donne, la fragilità della verità quando incontra apparati capaci di cancellarla.

L’amore in questa città è un romanzo-inchiesta. Parte dai documenti e dalle tracce rimaste, ma restituisce anche il clima di una Palermo attraversata da paure, convenienze e ipocrisie. La morte di Cetti Zerilli diventa così qualcosa di più di un episodio dimenticato. Diventa il racconto di una verità negata.

Il caso, nella lettura di Palazzolo, assume i contorni di un femminicidio di Stato. Non soltanto perché una giovane donna viene uccisa, ma perché attorno a quella morte si muove un sistema che ha interesse a chiudere, tacere, proteggere la propria immagine.

La scheda dell’editore parla di un delitto archiviato “con un’urgenza sospetta” e di una censura imposta ai giornali. È un dettaglio decisivo, perché mostra come la violenza non finisca con l’omicidio. Continua nell’insabbiamento, nella negazione della parola, nella sottrazione di giustizia.

Portare questo libro dentro “Bagli Narranti” significa chiudere la rassegna con un tema forte: la memoria come forma di responsabilità. Non una memoria generica, ma una memoria capace di andare a cercare le storie rimaste ai margini, soprattutto quando riguardano donne a cui è stata negata perfino la possibilità di essere raccontate.

La rassegna di Misiliscemi ha scelto anche quest’anno la formula itinerante, portando gli incontri in luoghi diversi del territorio. I bagli non sono semplici cornici. Sono spazi della storia agricola e sociale della comunità, luoghi in cui la parola letteraria entra in relazione con il paesaggio, con le contrade, con una dimensione più raccolta dell’ascolto.

L’appuntamento con Palazzolo si inserisce in questa idea: non portare i libri soltanto nelle sale tradizionali, ma dentro luoghi capaci di attivare una partecipazione diversa. La letteratura, quando incontra il territorio, può diventare occasione per leggere non solo una storia lontana, ma anche il presente.

Salvo Palazzolo, giornalista di lungo corso, ha dedicato gran parte del suo lavoro al racconto della mafia, della giustizia e dei poteri opachi della Sicilia. Con L’amore in questa città sposta lo sguardo su una Palermo precedente alle stragi e ai grandi processi, ma non meno attraversata da violenza e controllo.

Il 1935 del libro non è solo un anno della cronaca fascista. È un tempo in cui le donne avevano poco spazio pubblico, in cui una studentessa poteva diventare vittima e poi essere trasformata in nota da cancellare, in cui la verità era subordinata alla ragion di Stato e alla reputazione del regime.

Raccontare oggi Cetti Zerilli significa restituirle una voce. Significa anche riconoscere quanto spesso la storia delle donne sia stata scritta da altri, deformata o rimossa.

La presentazione del 30 maggio sarà quindi un incontro letterario, ma anche un momento di riflessione civile. Il dialogo con Maurizio Macaluso e le letture curate da Antonella Scaduto permetteranno di attraversare il libro nei suoi diversi livelli: la cronaca, la scrittura, la memoria, la denuncia.

“Bagli Narranti” chiude così la sua terza edizione confermando una direzione precisa: usare la letteratura per costruire comunità, portare gli autori nei luoghi del territorio e affrontare temi che non restano chiusi nella pagina.

L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

A Guarrato, dentro l’Agriturismo Vultaggio, la storia di Cetti Zerilli tornerà a essere pronunciata. E forse è proprio questo il primo atto di giustizia possibile per una vicenda che il regime aveva provato a seppellire: sottrarla al silenzio.

Ines D’Orazio