Una narrazione confusa, incerta e scarsamente comprensibile. È questo il giudizio netto e senza mezzi termini che Legambiente Marsala-Petrosino ha espresso, con una nota a firma del presidente Giuseppe Marino, in merito alla presentazione della bozza di piano di gestione della zona B della Riserva naturale dello Stagnone, avvenuta il 4 giugno in un incontro pubblico promosso dall’amministrazione comunale di Marsala.
Secondo l’associazione ambientalista, l’incontro, anziché chiarire finalità e indirizzi della futura gestione dell’area protetta, ha finito per sancire una “sostanziale legittimazione del caos esistente”, mascherata da tentativo di mediazione tra interessi economici e tutela ambientale. Le dichiarazioni del Sindaco Grillo, infatti, hanno lasciato intendere che nelle aree di pre-riserva si continuerà a permettere ciò che già avviene da tempo: installazione di chioschi per kitesurfisti, attività di ristorazione, stabilimenti balneari e non meglio precisate attività artigianali.
Per Legambiente, si tratta di un pericoloso passo indietro, che rischia di compromettere definitivamente la fragilissima zona umida di San Teodoro, già fortemente alterata da anni di espansione incontrollata delle attività turistiche e ricreative. “Sembra quasi – sottolinea l’associazione – che l’obiettivo sia implementare ulteriormente le attività economiche, anziché regolamentarle e contenerle”.
Non meno contestata l’ipotesi, avanzata sempre dal primo cittadino, di realizzare in zona B un centro di promozione del vino biologico, probabilmente nei locali dell’ex impianto di acquacoltura. Una proposta giudicata in netto contrasto con quanto auspicato da esperti e naturalisti, come la dott.ssa Antonella Ingianni, che suggeriscono invece una rinaturalizzazione dell’area per restituirla alla vegetazione e alla fauna avicola.
Il bilancio dell’incontro è stato, secondo Legambiente, disastroso e “scontenta tutti”: i residenti esasperati dalla movida incontrollata che chiedono il ripristino della tranquillità; gli ambientalisti che auspicano una reale riduzione della pressione antropica; gli stessi operatori del kitesurf che chiedono regole più stringenti contro l’abusivismo e limiti alla proliferazione incontrollata di nuove scuole.
“Come avevamo previsto sin dall’insediamento del Sindaco Grillo – scrive Legambiente – il sistema è imploso. E ha danneggiato sia l’ecosistema che gli stessi operatori economici. La laguna non può reggere questi numeri, ma da parte dell’amministrazione non è arrivata alcuna proposta concreta per difendere il territorio, neanche a tutela di chi è stato finora sostenuto e finanziato”.
A preoccupare è anche l’assenza di un vero piano di controlli, in un contesto in cui le norme esistenti vengono già oggi costantemente violate. “Introdurre regole ancor meno restrittive – commenta duramente l’associazione – appare come un tentativo maldestro di accontentare tutti, per non cambiare nulla”.
Infine, Legambiente sottolinea la singolare esclusione dal tavolo dei relatori del presidente del Libero Consorzio di Trapani, Ente gestore della Riserva, assenza ritenuta quantomeno anomala in un confronto tanto cruciale.
Una presa di posizione dura, quella dell’associazione, che chiama in causa direttamente la politica locale e chiede un cambio di rotta immediato: “Non si può salvare lo Stagnone se si continua a considerarlo un parco giochi per il turismo e non un patrimonio naturale da tutelare con rigore e visione”.