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08/08/2025 06:00:00

  "A Birgi l'acqua d'estate è un miraggio: c'è per le attività, non per noi residenti"

C’è una zona di Marsala dove l’acqua arriva a intermittenza, e solo per pochi giorni alla settimana, insomma, diventa quasi un miraggio. Non parliamo di un’area remota o dimenticata, ma della contrada Birgi Nivaloro, una frazione tra le più suggestive del territorio, nella Riserva dello Stagnone, frequentata ogni estate da turisti e sportivi, soprattutto per le gare di kitesurf. Eppure, proprio mentre la città d'estate accoglie il turismo balneare, i rubinetti nelle case dei residenti rimangono a secco. Puntualmente. Da almeno cinque/sei anni.

 

A raccontarlo a Tp24 è un cittadino,  nostro lettore, che preferisce restare anonimo ma che ha voluto rompere il silenzio con un’accorata denuncia: “Durante tutto l’anno non abbiamo problemi, ma non appena arriva l’estate – da giugno fino a fine settembre, a volte anche ottobre – l’acqua scompare. O arriva solo ogni due, tre giorni. È una situazione che non è più tollerabile”.

 

La testimonianza è dura, ma racconta uno spaccato preoccupante: un disagio cronico, che i cittadini affrontano ormai rassegnati. E il tono si fa ancora più acceso quando il nostro lettore si confronta con ciò che avviene nel resto del territorio: “Oggi, nel 2025, non è più pensabile che accadano queste cose. Neanche nei paesi del cosiddetto Terzo mondo succedono più simili assurdità. E invece, a Marsala, in una contrada dove si ospitano eventi internazionali, i residenti non hanno accesso continuo all’acqua”.

 

"Clientele" e priorità invertite

Ma la denuncia del cittadino va oltre il disagio: punta il dito su quella che definisce una gestione “clientelare” e “poco professionale” della distribuzione idrica. “Succede qualcosa di strano: sembra quasi che l’acqua non viene erogata perché chi è addetto all’apertura delle condotte lo fa a proprio piacimento. Non c’è trasparenza, non c’è un criterio. Sembra che alcuni vengano favoriti, mentre le abitazioni restano a secco”.

Una critica che, se confermata, metterebbe sotto accusa non solo l’efficienza del servizio, ma la sua equità. A preoccupare, in particolare, è il fatto che – secondo la testimonianza – le attività commerciali vengano servite prioritariamente rispetto alle abitazioni. “Mi chiedo – scrive il cittadino – perché mai i chioschi, che in molti casi hanno anche prati verdi da annaffiare ogni giorno, debbano avere l’acqua garantita, mentre noi residenti restiamo senza”.

Una situazione che rischia di inasprire il conflitto tra residenti e attività turistiche, soprattutto in un’area come Birgi, dove la convivenza tra vocazione turistica e vita quotidiana è già fragile.

 

Una denuncia in Procura... e l'acqua torna

La situazione è diventata così insostenibile che, pochi giorni fa, il cittadino ha sporto denuncia in Procura. E, incredibilmente, qualcosa si è mosso: “Dal 4 agosto, l’acqua è tornata. È bastata la mia denuncia. Ma è normale dover arrivare a questo punto per avere un servizio essenziale?”.

Una coincidenza? Una reazione? O il sintomo che qualcosa, nella gestione della rete idrica di Marsala, non funziona davvero come dovrebbe?

 

Un problema collettivo, non privato

Ciò che più indigna il nostro interlocutore è la risposta avuta dalle autorità: “Quando ho segnalato il problema mi è stato detto che si trattava di un problema mio. Ma non è vero: riguarda tutta la contrada. Tutti noi residenti paghiamo tasse e bollette, eppure da anni viviamo questa situazione. È una vergogna”.

 

"Un Comune allo sbando"

Il tono della denuncia si fa sempre più duro, fino a coinvolgere direttamente l’amministrazione comunale: Mi sento sdegnato. Vivo in un Comune lasciato allo sbando, dove regna la disorganizzazione e dove i cittadini non vengono ascoltati”. Un’accusa che richiederebbe una risposta, tanto più in una città come Marsala, dove l’equilibrio tra accoglienza turistica e vivibilità dei residenti è delicato e costantemente messo alla prova.

 

Dietro la mancanza d’acqua a Birgi Nivaloro ci possono essere problemi tecnici, limiti strutturali della rete, o magari una carenza generale delle risorse idriche nella stagione estiva. Ma nessuno, fino ad oggi, sembra aver fornito una spiegazione chiara, pubblica, definitiva. Eppure, in una stagione estiva sempre più calda e in un contesto globale in cui l’accesso all’acqua è un tema cruciale, è inaccettabile che interi quartieri restino “a secco” senza risposte.



Native | 25/04/2026
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