A Castelvetrano è di nuovo scontro in Consiglio comunale. La seduta convocata per ieri, giovedì 7 agosto, con all’ordine del giorno la relazione annuale del sindaco sullo stato di attuazione del programma elettorale, è andata deserta. A far mancare il numero legale è stata proprio l’opposizione consiliare, che ha deciso di disertare i lavori come gesto di protesta contro un’amministrazione “chiusa al confronto” e che “non coinvolge i consiglieri nelle scelte strategiche”.
I consiglieri Enza Viola (Obiettivo città), Monica Di Bella (Pd), Gaspare Catalanotto (Insieme nel Cuore) e Giovanni Impallari (La Svolta) hanno diffuso una nota congiunta per spiegare i motivi dell’assenza:
“Abbiamo deciso di non partecipare al Consiglio comunale di stamattina – si legge – perché si trattava di un atto dovuto, convocato in ritardo e con urgenza, senza alcuna condivisione. Le scelte dell’amministrazione non sono mai state oggetto di confronto con l’opposizione, nemmeno quando originate dal lavoro delle Commissioni o dell’intero Consiglio”.
Nel mirino finiscono anche due casi emblematici: il nuovo piano per la gestione dei rifiuti e l’organizzazione delle Trisciniadi, eventi annunciati e gestiti – secondo i consiglieri – esclusivamente dalla Giunta, senza alcun passaggio d’aula.
“Veniamo a conoscenza del lavoro dell’Amministrazione più dai comunicati social che dal confronto d’aula – denunciano i quattro – e questo rappresenta una mortificazione del ruolo dei consiglieri, della rappresentanza democratica, e del diritto dei cittadini a essere informati e coinvolti”.
Senza opposizione, niente quorum
Alle 9:30, all’appello in aula erano presenti solo sette consiglieri, insufficienti per aprire la seduta. Un’ora dopo, con l’arrivo di Salvatore Stuppia e Pietro Craparotta, il numero è salito a nove. Ma la tregua è durata poco: dopo un confronto acceso con l’assessore Monia Rubbino, la consigliera Vivona ha lasciato l’aula, facendo scendere nuovamente i presenti a otto.
Insomma, la seduta è saltata, ed è stata aggiornata a questa mattina alle 9:30, quando – secondo regolamento – basteranno sette consiglieri per aprire i lavori in seconda convocazione.
La questione (politica) resta aperta
Oltre al rinvio tecnico, resta il nodo politico. L’opposizione ha voluto lanciare un segnale forte, sottolineando come la mancata condivisione delle scelte e l’assenza di confronto rappresentino una deriva preoccupante per il dibattito democratico in città.
“Il senso di responsabilità a cui spesso veniamo richiamati dovrebbe valere soprattutto per chi oggi amministra – concludono i consiglieri assenti – aprendo davvero al confronto, anche con l’opposizione, su decisioni strategiche per la comunità”.
Il Consiglio di oggi si preannuncia comunque teso. E con una relazione del sindaco che, già prima di essere letta, ha acceso più di uno scontro.