L'acqua continua ad arrivare a singhiozzo, e si attende ancora di sapere il perché. Settembre porta con sé il bilancio di un’estate difficile per Trapani, segnata dall’emergenza idrica e dalle sedute straordinarie del Consiglio comunale. Al centro resta la commissione d’indagine sulla crisi dell’acqua, approvata all’unanimità su proposta di Fratelli d’Italia. I componenti hanno rinunciato al gettone di presenza, ma la commissione non ha ancora mosso i primi passi. Dovrebbe verificare le inefficienze, accertare le cause delle interruzioni e formulare proposte per migliorare la rete. Nel frattempo cittadini, commercianti e operatori turistici continuano a convivere con i disagi quotidiani.
Sul fronte tecnico, la situazione mostra piccoli segnali di miglioramento: a Bresciana sono attivi tutti i 18 pozzi e altri 10 litri al secondo sono stati “strappati” a Misiliscemi. Risorse che dovrebbero dare respiro al centro storico, dove insistono oltre mille strutture ricettive e dove le tubazioni vecchie e compresse riducono drasticamente la pressione. Ma i problemi restano.
«Oggi è arrivata solo aria, l’acqua non si è vista. Domani chissà. Siamo stanchi di parole, vogliamo i fatti» afferma Paola Colicchia del comitato spontaneo “L’acqua è un diritto di tutti”.
«Il Comune ci manderà le fatture anche senza aver erogato il servizio» denuncia Alessandra Tedesco. «Io pagherò pure l’autobotte privata, ma intanto mi chiedono bollette del 2018 e del 2019 ormai prescritte. È una faccia tosta».
Le critiche riguardano anche il numero verde istituito dal Comune ai primi di agosto. «È solo il centralino e non risponde mai nessuno. Una presa in giro» aggiunge Colicchia. Un servizio che, secondo i residenti, “funzionerebbe a sorpresa”, senza dare reali certezze nei momenti di emergenza.
I turisti non sono stati risparmiati dai disagi. Una coppia canadese ha raccontato di aver rischiato di perdere il volo di rientro per la mancanza d’acqua: «Siamo partiti senza poterci fare una doccia. Non torneremo più a Trapani».
Il nodo dell’acqua resta così il tema più caldo nell’agenda cittadina. Nonostante i nuovi pozzi e i litri recuperati, la rete continua a cedere, lasciando il centro storico ostaggio di un sistema fragile che non assicura stabilità né ai residenti né all’economia turistica.
Il nodo dell’acqua nell’agenda del Comune
Il sindaco Giacomo Tranchida, nelle ultime dichiarazioni ha fatto il punto sulla emergenza, idrica. Misiliscemi non riceverà più i 38 litri al secondo finora garantiti: la decisione è stata presa dall’ATI Idrico provinciale. Trapani ha confermato la disponibilità a condividere le risorse, ma la rete resta fragile.
Erice e Castelvetrano hanno già ceduto parte delle loro forniture per fronteggiare l’emergenza. L’ingresso in rete del pozzo numero 18 ha migliorato la situazione, anche se la stabilità non è ancora raggiunta.
La prospettiva strutturale resta il dissalatore, mentre nel breve periodo tutto si regge su un delicato equilibrio di flussi e compensazioni. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la riduzione verso Misiliscemi e i contributi straordinari dei comuni vicini potranno garantire continuità alla distribuzione idrica provinciale.
Il nodo dell’acqua nell’agenda del Comune
Il sindaco Giacomo Tranchida, nel fare il punto, ha spiegato le ultime decisioni dell’ATI Idrico. Misiliscemi non riceverà più i 38 litri al secondo finora garantiti, ma una quota ridotta. A deciderlo è stata l’assemblea dei sindaci, mentre Trapani ha confermato la disponibilità a condividere l’acqua, pur tra mille difficoltà.
Il primo cittadino ha ricordato il contributo straordinario arrivato da Erice e Castelvetrano, che hanno ceduto parte delle loro forniture per alleviare l’emergenza. I numeri mostrano un lento miglioramento, con nuovi pozzi già in funzione, ma la rete resta fragile e insufficiente a coprire l’intero fabbisogno.
Trapani guarda al dissalatore come soluzione strutturale, ma nell’immediato la tenuta del sistema dipende dall’equilibrio dei flussi e dai contributi dei comuni vicini. Le prossime settimane diranno se basterà a reggere l’urto di una crisi che, nel frattempo, continua a lasciare i cittadini del centro storico senz’acqua.