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10/10/2025 06:00:00

Schiaffo al governo Schifani. All'Ars i franchi tiratori del centrodestra affossano la manovra quater

All’ARS ieri pomeriggio non c’è stata solo tensione ma un vero e proprio colpo al governo regionale. Sono stati bocciati tre articoli della manovra quater, il governo è andato sotto per i franchi tiratori, tra FdI e FI.
Circa 17 i deputati di maggioranza che hanno votato contro grazie al voto segreto.

 

Gli articoli bocciati
Secco no per l’articolo 2 “Adempimenti fiscali relativi al nuovo sistema contabile basato sul principio Accrual”, ad essere bocciati poi l’articolo 7 su “Implementazione e adeguamento della piattaforme digitali DRT”  e l’articolo 9 “Sostegno alle produzioni cinematografiche in Sicilia”.


Sospensione dell’Aula
E’ stato Luca Sammartino, vice presidente della Regione, a chiedere la sospensione della seduta per circa 30 minuti. Il presidente dell’ARS, Gaetano  Galvagno, ha poi convocato i capigruppo di maggioranza. Il rischio  è che salti l’intera manovra.
Ieri mattina, sempre Galvagno, aveva incontrato le opposizioni, aveva cercato di mediare comprendendo il clima molto teso.

 

I malumori
Fratelli d’Italia non ha digerito la nomina, che è una riconferma, alla Pianificazione strategica all’assessorato regionale alla Salute, di Salvatore Iacolino. I meloniani puntavano su Mario La Rocca. Schifani ha tirato dritto su indicazione anche dell’assessora Daniela Faraoni. E poi c’è stata la nuova nomina all’ASP di Catania, che ha rinsaldato l’asse Raffaele Lombardo e Forza Italia.

 

La ripresa
Nonostante la lunga sospensione per tentare di trovare un accordo permangono le distanze. L’assessore Dagnino, rientrato in Aula, ha proposto lo stralcio di  20 articoli dalla manovra quater, che in totale ne conteneva 54 articoli.

 

Opposizione senza filtri
Alla ripresa dei lavori Nello Di Pasquale(PD) risponde all’assessore Alessandro Dagnino(Bilancio): “Pensavo si presentasse dimissionario”. L’assessore alla ripresa dei lavori ha parlato di uno stralcio alla manovra. Le opposizioni non sono d’accordo. Il governo ha deciso di ritirare l’articolo 3 per una nuova riscrittura. 
Per Antonio De Luca(M5S) è crisi di governo: “Le spaccature nella maggioranza ora sono voragini, come dimostrano le prime sonore bocciature degli articoli della variazione”.  

 

 

 

Massacro manovra
Con il voto segreto altre sono state le norme bocciate: il Fondo per l’editoria. 
abrogativo dell’articolo 14 relativo alle misure per la mitigazione degli effetti della siccità in agricoltura. 
Bocciato pure la norma sul south working, caduta con  voto segreto. Soppresso sempre  con voto segreto l’articolo relativo al centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del Servizio sanitario (Cefpas). Bocciato l’articolo 28 sulla riduzione dell’autorizzazioni di spesa.
Approvati l’articolo 1, sui beni e sui parchi archeologici, così come è stato approvato l’emendamento; l’articolo 17 sulla stabilizzazione dei lavoratori dei Consorzi di Bonifica; approvato l’articolo 29 sulla tassa automobilistica; approvati i contributi straordinari rispettivamente al Maas Mercati Agro Alimentari Sicilia e all’Ast; e poi ancora passano con un sì dell’Aula: la valorizzazione e la riqualificazione di aree e spazi del Comune di Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026; la rete impiantistica dei rifiuti nel Messinese; il contributo di solidarietà; l’armonizzazione del trattamento economico accessorio del personale non dirigenziale dell’Amministrazione regionale.

 

Galvagno: bastava ritirare la manovra
Per il presidente dell’Aula, che ha dovuto nuovamente sospendere la seduta, sarebbe stato necessario ritirare la manovra: ““Perché sottoporsi a questo massacro?”.

 

Schifani chiama Don Vitrano
Il presidente della Regione, Renato Schifani, dopo la bocciatura della norma che prevedeva dei fondi per la produzione anche del docufilm su Biagio Conte, ha chiamato Don Pino Vitrano, guida della Missione "Speranza e Carità", per esprimergli il rammarico per l’ennesima bocciatura da parte del Parlamento siciliano della norma che avrebbe consentito il finanziamento del film.
Ha detto il governatore: “Ritengo davvero incomprensibile questa mancanza di sensibilità nei confronti di una figura che ha rappresentato un esempio straordinario di altruismo, solidarietà e amore verso i più deboli. Ancora una volta, un voto segreto chiesto dalle opposizioni ha determinato l’esito negativo di un provvedimento che avrebbe avuto un grande valore non solo culturale, ma anche morale, contribuendo a diffondere il messaggio di speranza e di umanità che Biagio Conte ha lasciato in eredità a tutti noi. Un’occasione perduta”.

 

Le reazioni
 “I consorzi di bonifica e l’aumento a 156 ore lavorative per i lavoratori arrivano, ancora una volta, grazie al Partito Democratico. La prima versione della riforma non prevedeva risorse adeguate, per questo l’abbiamo rimandata in commissione affinché fosse finanziata correttamente. Oggi, invece, con una maggioranza debole e una norma a rischio bocciatura, il Partito Democratico ha contribuito a salvarla”, dichiara il deputato del Pd all’Ars Nello Dipasquale.


“Al governo - aggiunge Dipasquale - vorrei ricordare che resta irrisolta la questione dei lavoratori forestali, che non sono stati presi in considerazione. Per questo abbiamo presentato un emendamento per incrementare di 20 ore le giornate lavorative anche per loro”.


 “Grazie a un nostro emendamento sono stati destinati tre milioni e mezzo in favore di tutti i comuni siciliani per pagare le rette dei disabili psichici ricoverati nelle comunità alloggio”.
Lo afferma il capogruppo del M5S all'Ars, Antonio De Luca.
“È questa – commenta Antonio De Luca – una norma fortemente voluta dal Movimento 5 Stelle all'interno di una manovra in cui parecchi articoli sono stati impallinati su nostra richiesta dalla stessa maggioranza, ormai liquefatta”.

 

 “Avevamo consigliato in tutti i modi al governo di ritirare questa disastrosa manovra, ma l'esecutivo se n'era uscito con la proposta indecente di stralciare solo qualche articolo. Bene, l'arroganza di Schifani è stata punita con una raffica di bocciature forse mai viste da queste parti, figlie di una spaccatura ormai insanabile nella maggioranza. Speriamo che questo serva da lezione al presidente, che impari a fare i conti con l'Ars e, soprattutto, che non è a capo di una monarchia”, afferma il deputato M5S e vicepresidente dell'Ars, Nuccio Di Paola.

 

Tutto ciò mentre il giorno prima, durante la seduta di mercoledì pomeriggio all’ARS c’è stata una interminabile discussione, cinque ore in cui l’opposizione ha promesso battaglia alle mancette. Si tratta di circa 35milioni di euro per i famosi contributi territoriali.

A chiederlo soprattutto i deputati del M5S, Stefania Campo boccia i campi di padel e di calcetto: “È ufficiale: in Sicilia è finita l’era della corrente turistica, è iniziata quella sportiva. In questa manovra ci sono finanziamenti per campetti di padel e calcetto da un capo all'altro dell’isola. Altro che stop alle mancette, come ipocritamente si è detto da più parti. Da Grotte, Altofonte, Castronovo di Sicilia, a Butera, Aci Castello, Santa Ninfa, Rosolini, San Giovanni La Punta, Paceco, Agrigento e Scillato, sarà un fiorire di campi di padel e calcetto – dice Campo – per non parlare di altre strutture sportive, come piste da skateboard, aree fitness e altro, a Misilmeri, Petralia Sottana, Melilli, Pedara e Casteltermini, per un totale di oltre due milioni di euro. Mentre i problemi relativi alla siccità, ai rifiuti, alle liste d’attesa, all’occupazione e al welfare restano sempre, all’improvviso il primo problema dei deputati di maggioranza diventa quello di incentivare la costruzione di strutture sportive, dimenticando che c’è da amministrare una Regione che ha tante altre priorità e problemi”.
Anche il capogruppo all’ARS Antonio De Luca  ha parlato di una manovra piena zeppa di interventi a favore delle chiese e delle parrocchie: “Mentre le vere emergenze aspettano. Altro che dati da Las Vegas: nelle strade della Sicilia vedo fame, disperazione e famiglie che non arrivano a fine mese. Serviva una manovra che rispondesse ai bisogni reali dei siciliani e invece si è fatta una lista della spesa della maggioranza”.

 

 

Il PD
Dello stesso avviso il Partito Democratico, il deputato Nello Di Pasquale: "Si azzerino gli articoli 49 e 50 che contengono gli interventi territoriali, ma che rappresentano, soprattutto, l'atto di prevaricazione della maggioranza sulla minoranza con la rottura di un accordo che aveva visto i componenti della commissione Bilancio lavorare tutti insieme per raggiungere risultati importanti. A seguire, si esaminino soltanto le misure più strettamente necessarie alla Sicilia, rinviando alla Finanziaria gli interventi strutturali più complessivi”. Dipasquale ha rimarcato "l'assenza" del governatore Renato Schifani dall'aula: "È l'assente più importante in Aula oggi - ha affermato il deputato ragusano -. Ho auspicato il confronto con il governatore, che ad inizio legislatura ha avuto il merito di recuperare il rapporto con il Parlamento che si era deteriorato con l'esperienza Musumeci, ma da qualche tempo assistiamo ad un cambio di atteggiamento: Schifani e l'assessore Dagnino, da liberali, stanno superando a destra i loro alleati - ha osservato ancora Dipasquale -. Il governatore snobba il Parlamento e non partecipa ai confronti più importanti". Dipasquale ha quindi suggerito al governo: "Saniamo la frattura che si è registrata in commissione Bilancio, dove la maggioranza ha approvato da sola la manovra, e ristabiliamo un dialogo costruttivo per portare a casa le misure che servono alla Sicilia”.

 

La Vardera: maggioranza faccia di bronzo
Per il  leader di Controcorrente Ismaele La Vardera si tratta di una  manovra finanziaria surreale: “Piena di mance ma questa volta però i deputati ci hanno messo la faccia, di bronzo oserei dire. La maggioranza, infatti, ha deciso di dedicarsi allo sport con Roberto Di Mauro (Mpa) e Giorgio Assenza (Fdi) Totò Scuvera (Fdi) ed Edy Tamajo (Fi), con rispettivamente 70, 80, 50 e 80 mila euro per dei campi da padel. E ancora la Lega, con Salvo Geraci invece ha messo sul piatto ben 250 mila euro per la nuova tribuna dello stadio di Serradifalco, di cui sindaco è il figlio dell’assessore Faraoni guarda caso in quota carroccio. Il miracolo però l’ha fatto la Dc che con Ignazio Abbate ha deciso di cercare la santificazione con 135 per le chiese in provincia di Ragusa. In sostanza, lo scenario non è minimamente cambiato: avrei anche io potuto utilizzare 300 mila euro che ho deciso di rimandare al mittente non sono in vendita. Però la soluzione a questo dramma delle mancette esiste e l’ha trovata non La Vardera ma un signore che si chiamava Piersanti Mattarella. La legge Mattarella, infatti, prevedeva che non ci fossero contributi a pioggia e discrezionali bensì una divisione equa per tutti i comuni della Regione, così da evitare che i sindaci vanno alla ricerca dei santi in paradiso. Ecco, quella legge io l’ho ripresentata. Una norma giusta e che metterebbe fine per sempre a questa ormai consuetudine che vede i deputati vendersi per portare soldi solo nei territori amici. Sono pronto a ripresentare ennesimo esposto alla corte dei Conti”.

 

Abbate: stop fermo amministrativo 
In manovra quater c’è un emendamento in materia di tassa automobilistica proposta dal deputato della DC Ignazio Abbate:  stop al fermo amministrativo consentendo  ai cittadini siciliani di mettersi in regola con il pagamento delle tasse scadute al 31 dicembre 2024 senza incorrere in sanzioni e more. Per accedere a questa agevolazione basterà saldare il debito entro il 31 dicembre 2025. Una proposta che da un lato aumenta e rinvigorisce le entrate e le casse della Regione e allo stesso tempo avvicina le istituzioni ai cittadini e alle loro necessità.