Un voto contrario, una maggioranza finita in minoranza e l’immancabile guerra delle dichiarazioni. Il Documento di economia e finanza regionale inciampa alla prima curva del suo percorso all’Assemblea regionale siciliana.
La commissione Affari istituzionali dell’Ars ha espresso parere contrario sulle parti di propria competenza del Defr 2027-2029, con quattro voti contro e tre favorevoli. Non si tratta della bocciatura definitiva del documento, ma certamente di una battuta d’arresto politica per il governo Schifani.
Il calendario ufficiale dell’Ars prevedeva proprio per oggi, martedì 21 luglio, la prosecuzione dell’esame del Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2027-2029.
Il voto: opposizioni unite, maggioranza sotto
A votare contro sono stati Angelo Cambiano ed Erminia Lidia Adorno del Movimento 5 Stelle, Mario Giambona del Partito democratico e Giuseppe Lombardo di Sud chiama Nord.
A favore si sono espressi il presidente della commissione Ignazio Abbate della Democrazia cristiana, il capogruppo di Forza Italia Stefano Pellegrino e Giuseppe Zitelli di Fratelli d’Italia.
Il risultato finale è stato dunque di quattro a tre. Una maggioranza risicata, ma stavolta dall’altra parte.
La Prima commissione dell’Ars si occupa, tra le altre materie, di ordinamento regionale, organizzazione amministrativa ed enti locali. Il voto riguardava quindi esclusivamente le sezioni del Defr affidate alla sua competenza.
M5S: «Il solito libro delle favole»
Per i deputati del Movimento 5 Stelle Angelo Cambiano e Lidia Adorno il voto rappresenta «un’altra batosta per questa maggioranza sempre più spaccata e ormai senza bussola».
«È l’ennesima prova – affermano – che questo governo è ormai alla frutta».
Secondo i due parlamentari pentastellati, le assenze registrate tra i banchi della maggioranza non sarebbero state soltanto una coincidenza.
«Alcuni deputati della maggioranza erano assenti, altri sono usciti prima del voto, a conferma del fatto che i contenuti del documento, il solito libro delle favole, lasciavano perplessi perfino loro».
Per Cambiano e Adorno, dunque, non si sarebbe trattato soltanto di un incidente legato ai numeri, ma del segnale di un disagio interno alla coalizione che sostiene Renato Schifani.
De Luca: «Maggioranza senza bussola»
Esulta anche il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, che parla di «ennesima batosta» per il governo regionale.
Secondo De Luca, il voto dimostrerebbe che la maggioranza è «sempre più spaccata e ormai senza bussola».
Una lettura politica che Forza Italia respinge completamente.
Pellegrino: «Molto fumo e poco arrosto»
Il capogruppo forzista Stefano Pellegrino prova a raffreddare gli entusiasmi delle opposizioni e attribuisce il risultato alla contemporanea convocazione di diverse commissioni parlamentari.
«L’ennesimo annuncio trionfalistico di Cateno De Luca è, come sempre, pieno di molto fumo e poco arrosto», dichiara Pellegrino.
Secondo il deputato di Forza Italia, la momentanea assenza di alcuni componenti della maggioranza sarebbe stata determinata esclusivamente dalla sovrapposizione dei lavori parlamentari.
«Attribuire a questo voto un significato politico – sostiene – significa non avere alcun argomento per spiegare, nel merito, quale sia la motivazione della bocciatura del Defr».
Pellegrino accusa inoltre le opposizioni di non avere presentato proposte alternative e di essersi limitate a una chiusura «ideologica e preconcetta».
«Da questa opposizione non viene, come non è mai venuta, una reale proposta politica che entri nel merito delle questioni», afferma il capogruppo forzista.
Un incidente numerico, ma anche politico
Il Defr non è stato affondato definitivamente. L’iter parlamentare proseguirà e il voto della Prima commissione riguarda soltanto le materie di sua competenza.
Resta però il dato politico: nel momento in cui si contavano i voti, la maggioranza non c’era. E in politica, almeno fino a quando non inventeranno il voto per intenzione, contano soprattutto i presenti.
Per le opposizioni è la prova della crisi del governo Schifani. Per Forza Italia è soltanto un incidente provocato dal calendario delle commissioni. La verità, probabilmente, emergerà nei prossimi passaggi parlamentari, quando la maggioranza sarà chiamata a dimostrare di avere non soltanto gli argomenti, ma anche i numeri.