Trapani, tra l'acqua che manca e l'autobotte … fantasma
Emergono nuove contraddizioni nella gestione della crisi idrica a Trapani. Nonostante una determinazione dirigenziale del 21 ottobre 2025 approvi un accordo quadro con la ditta O.A.S.I. per garantire il servizio di rifornimento alternativo tramite autobotte, dall’ufficio acquedotto del Comune arriva una risposta spiazzante: «Non esiste alcun servizio sostitutivo, era stato attivato solo per un problema di inquinamento in via De Roberto mesi fa».
Una dichiarazione che ha fatto infuriare i cittadini, molti dei quali in questi giorni sono rimasti senz’acqua anche per cinque giorni consecutivi.
A dirlo è Giosué che racconta: «finalmente all’ufficio acquedotto mi hanno risposto e mi hanno detto che il servizio con O.A.S.I. non esiste più». Ma i documenti ufficiali parlano chiaro, riportando testualmente che l’accordo "va attivato in caso di sospensione o inquinamento della rete idrica cittadina". La determina a cui si fa riferimento porta la data del 21 ottobre, e il danno alla condotta di Bresciana causata da alcuni operai di Siciliacque è di venerdì 24 ottobre. Il comitato cittadino spontaneo "L'acqua è un diritto di tutti", segnala che nei giorni segnati dall'interruzione del servizio idrico, molti cittadini hanno richiesto il servizio autobotti ma sono rimasti inutilmente in attesa.
La rabbia cresce perché il servizio sostitutivo dovrebbe essere garantito a ogni interruzione idrica, indipendentemente dalle cause. Alberto Catania, presidente del comitato Trapani Centro, non usa mezzi termini: «È davvero complicato credere a questa risposta, con una determina che parla di accordo quadro per 164.000 euro».
Nel frattempo, i cittadini alzano la voce per l'ennesima volta e denunciano un sistema che non funziona: il numero verde per l’emergenza in realtà dirotta le chiamate a un ufficio nel quale gli impiegati rispondono solo per poche ore al mattino, senza registrare le segnalazioni. «Non è un servizio, è un disservizio organizzato», scrivono nelle chat.
Chi non riesce a ricevere l’autobotte comunale è costretto a rivolgersi ai privati, con prezzi variabili: 3.000 litri a 40-50 euro, fino a 60 euro con fattura, mentre le autobotti da 10.000 litri vengono offerte anche “in nero” a 50 euro. Alcuni cittadini parlano di «cartello dei padroni dell’acqua», con rincari per i rifornimenti serali o nei festivi.
Il risultato è che chi ha disponibilità paga, spesso senza fattura perché conviene, mentre chi non può permetterselo resta senz’acqua. Eppure la delibera comunale avrebbe dovuto garantire equità e copertura per tutti i quartieri.
Cosa dice la determina n. 3976 del 21 ottobre 2025
Oggetto: approvazione accordo quadro con un solo operatore economico (O.A.S.I. di Zinna Massimo & C. S.a.s.) per il servizio di rifornimento idrico alternativo tramite autobotte.
Motivo: garantire acqua in caso di inquinamento o interruzione dell’erogazione, specialmente per edifici con serbatoi ai piani alti non raggiungibili dall’autobotte comunale.
Procedura: affidamento diretto tramite trattativa sul MEPA, ai sensi dell’art. 50 D.Lgs. 36/2023.
Importo: 164.735 € complessivi (139.000 € per il servizio, più IVA e oneri).
Durata: accordo quadro, attivabile a richiesta del Comune nelle emergenze.
Clausola: il servizio vale solo per le utenze “in regola con i pagamenti”.
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