Trapani e il mare che cambia: dalle acque inquinate al futuro blu delle scuole europee
A Trapani il mare è risorsa e ferita. L’inquinamento dei fondali del porto, le discariche di fanghi, le procedure d’infrazione europee e la crisi del settore della pesca segnano il presente di una città che da sempre vive di acqua e di vento. Le perplessità riguardano soprattutto le procedure di gestione del materiale prelevato dai fondali del porto, destinato a essere depositato a circa due miglia dalla costa, un’operazione che ha sollevato dubbi ambientali e richieste di chiarezza. Ma dal mare arriva anche una risposta educativa e simbolica: quattro istituti siciliani sono diventati “European Blue School”, entrando nella rete europea che promuove la cultura del mare e la transizione blu.
Si tratta dell’Istituto Tecnico Nautico “Marino Torre” di Trapani, dell’Istituto Tecnico Economico “G. Garibaldi” di Marsala, del Polo “Piersanti Mattarella” di Castellammare del Golfo e dell’Istituto “Amato Vetrano” di Sciacca.
Le istituzioni scolastiche hanno ricevuto il riconoscimento European Blue School e stanno realizzando le iniziative collegate al programma ProBlue per la costituzione della rete territoriale ProBlue.
Un attestato che arriva proprio il 7 novembre, nella Giornata europea del mare – European Maritime Day in my Country, durante il il convegno dal titolo “La tutela del mare per un futuro sostenibile” , evento satellite inserito anche in piattaforma dal Patto europeo per il clima.
L’evento, in presenza, si è tenuto presso il Polo Universitario della Provincia di Trapani ed in collegamento con Termoli e Chieti. Per Trapani erano presenti le classi che hanno beneficiato del finanziamento ProBlue e Shore, insieme ai rappresentanti di ONG, i Comandanti della Capitaneria di Porto di Trapani e Marsala, il BELC del Comune di San Vito Lo Capo, i referenti dell’Associazionismo dei Pescatori e dell’Università.
Hanno partecipato all’incontro la responsabile di Europe Direct Trapani SiciliaMarta Ferrantelli, l’europarlamentare Giuseppe Lupo, il dirigente generale del Dipartimento Pesca Giovanni Cucchiara, il presidente del Polo universitario di Trapani Giorgio Scichilone, , l’ambasciatrice europea per il clima Antonella Milazzo.
«Il mare è una straordinaria risorsa economica, ma anche una responsabilità collettiva – ha detto l’europarlamentare Giuseppe Lupo –. Servono depuratori funzionanti, bisogna eliminare le microplastiche e modernizzare le flotte per rendere più sicuro e sostenibile il lavoro dei pescatori. Il Mediterraneo è il mare più inquinato al mondo: serve sinergia tra istituzioni e regioni, per far funzionare davvero le politiche comunitarie».
Il dirigente del Dipartimento Pesca della Regione Siciliana, Giovanni Cucchiara, ha ricordato che «la tutela del mare passa anche dal rispetto delle stagionalità e delle specie ittiche, dall’ammodernamento della flotta e dal sostegno alla piccola pesca costiera. Abbiamo bandi dedicati all’innovazione e alla riduzione dell’impatto ambientale, con fondi europei e regionali per sicurezza e sostenibilità».
La responsabile di Europe Direct Trapani Sicilia, Marta Ferrantelli, ha sottolineato il valore educativo del progetto: «Portiamo l’Europa nelle scuole, perché la sostenibilità comincia da chi il futuro lo abiterà».
A rappresentare la città anche l’ambasciatrice europea Antonella Milazzo, che ha definito la giornata «un ponte tra l’educazione e la responsabilità civica, un modo per restituire ai giovani il senso di appartenenza a un mare comune».
Il preside del Polo universitario di Trapani, Giorgio Scichilone, ha aggiunto: «La scienza parla di cambiamento climatico, ma spetta a noi trasformare la consapevolezza in azioni concrete. Trapani deve diventare un laboratorio di sostenibilità nel Mediterraneo».
L’evento arriva a poche settimane dall’allarme lanciato da Natale Amoroso, presidente di AIC Pesca, durante la Rassegna del Mare di Trapani: «Senza giovani la pesca non potrà restare competitiva». Amoroso aveva denunciato «un sistema formativo rigido e percorsi troppo lunghi per i nuovi marinai, che scoraggiano l’ingresso nel settore».
Dal porto inquinato alle scuole premiate, Trapani si muove tra fragilità e speranza. L’Europa, almeno per un giorno, sembra aver mostrato ai ragazzi la rotta.
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