Caso Denise, a Marsala assolta la giornalista Ilaria Mura
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Con il secondo comma dell’articolo 530 del codice di procedura penale (“quando manca, è insufficiente o contraddittoria la prova che il fatto sussiste”), il giudice monocratico del Tribunale di Marsala Giorgio Lo Verde ha assolto dall’accusa di favoreggiamento personale la giornalista Ilaria Mura, inviata della trasmissione televisiva di Rete4 “Quarto Grado”.
Il pubblico ministero aveva invocato la condanna a un anno di reclusione. Secondo l’accusa, dopo la riapertura da parte della Procura di Marsala delle indagini sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, sparita nel nulla a Mazara del Vallo l’1 settembre 2004, la Mura, il 18 giugno 2021, avrebbe avvisato Gaspare Ghaleb, ex fidanzato di Jessica Pulizzi, della presenza di microspie nella sua auto. Ghaleb è stato già condannato per false informazioni al pm nel processo sul sequestro della piccola in cui era imputata Jessica Pulizzi, poi assolta da ogni accusa in via definitiva. La posizione del ragazzo si è, invece, chiusa con la prescrizione del reato in appello. Ilaria Mura, secondo il pm, avrebbe avvertito Ghaleb che era intercettato, invitandolo ad allontanarsi dall’auto in cui erano piazzate le “cimici”. A difendere la giornalista di Rete4 sono stati gli avvocati milanesi Salvatore Pino e Giulia Mangialardi, che nell’udienza dello scorso 10 settembre avevano sollevato eccezioni sull'utilizzabilità delle intercettazioni, sulla trascrizione dei verbali di deposizione di un teste e dell'esame dell'imputata. I legali hanno sostenuto che le intercettazioni non potevano essere utilizzate in giudizio, in quanto effettuate nell’ambito di un altro procedimento in cui la Mura non figurava. E la pena massima per il reato di favoreggiamento è di quattro anni, quindi inferiore alla soglia di cinque anni richiesta dalla legge per autorizzare questo mezzo di prova.
I legali hanno anche richiamato la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del 2020 (nota come "sentenza Cavallo"), che limita l'utilizzo delle intercettazioni in procedimenti diversi da quello per cui erano state originariamente disposte. In precedenti udienze, i difensori della Mura avevano anche prodotto documentazione consistente in audio e video integrali della conversazione contestata e dai quali, secondo i legali, si evince che la giornalista non avrebbe detto le frasi contestate dall’accusa. Nel processo sono state parti civili, assistite dall’avvocato Giacomo Frazzitta, i genitori di Denise Pipitone, Piera Maggio e Piero Pulizzi, insieme a Kevin Pipitone, fratello della piccola scomparsa.
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