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02/12/2025 10:31:00

La nuova maxi inchiesta sulla corruzione nella sanità siciliana. Disposti gli arresti

Un nuovo e devastante ciclone giudiziario si abbatte sulla sanità siciliana. La Guardia di Finanza di Palermo, su coordinamento della Procura, ha smantellato un presunto sistema corruttivo il cui valore complessivo supera i 200 milioni di euro. L'operazione ha portato all'esecuzione di dodici misure cautelari per reati gravissimi, tra cui corruzione e turbata libertà degli incanti, coinvolgendo manager pubblici, imprenditori, professionisti e intermediari.

Le misure disposte, che includono cinque arresti domiciliari, un obbligo di firma e diverse interdittive, colpiscono figure apicali ritenute responsabili di aver manipolato sistematicamente le procedure di gara nelle principali strutture sanitarie regionali.

 

Al centro dell'inchiesta si colloca la figura di Antonio Maria Sciacchitano, commercialista notissimo a Palermo e, fino a metà giugno, agli arresti domiciliari. Sciacchitano, nominato direttamente dal Governatore Renato Schifani come super esperto per valutare le performance della Regione siciliana, è ritenuto dalla Procura il "gran regista" di un "comitato d’affari" che avrebbe pilotato appalti in favore di alcuni potenti gruppi imprenditoriali.

Le ultime accuse riguardano la gestione di due gare chiave, in cui Sciacchitano ricopriva ruoli di garanzia:

  • La fornitura e la sterilizzazione del materiale chirurgico all’ARNAS Civico, dove Sciacchitano era presidente del Collegio sindacale.

  • Il servizio di noleggio e pulizia della biancheria dell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello, di cui Sciacchitano era presidente dell’Organismo di Valutazione (OIV).

  • La Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) Cristina Lo Bue parla nel suo provvedimento di una «fitta rete di relazioni interpersonali» e di «corruzione sistemica», alimentata dalla «pericolosa convergenza di interessi tra dirigenti pubblici, esponenti politici, imprenditori del settore sanitario operanti in ambito nazionale e loro collaboratori».

     

     

    Le indagini del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito un meccanismo di illeciti articolato che bypassava ogni principio di trasparenza. Il sistema prevedeva l'anticipazione dei documenti di gara, la condivisione di informazioni riservate e persino la predisposizione diretta dei capitolati tecnici da parte dei referenti delle imprese destinate ad aggiudicarsi le commesse.

    Le tangenti, che ammontavano a centinaia di migliaia di euro e venivano calcolate in percentuale sul valore degli appalti, erano mascherate da false prestazioni di consulenza. Per rendere la comunicazione più difficile da intercettare, i pagamenti venivano discussi utilizzando un linguaggio criptico, con riferimenti alla consegna di "generi alimentari". Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 47.820 euro in contanti.

    L'allarmante spregiudicatezza di Sciacchitano nel corrompere emerge quando si vantava di controllare figure chiave all'interno delle aziende sanitarie: «due dirigenti e cioè, provveditore, è persona che ho portato io là ... chiaro ... Ernesto Basilico, capo dell’ufficio tecnico è uno che è diventato capo dell'ufficio tecnico perché io mi sono ... ok e .... allora tu hai due figure...».