Umiliato davanti ai colleghi per un telefono aziendale. È quanto sarebbe accaduto, secondo diverse comunicazioni interne, a un dipendente dell’area amministrativa dell’ATM Trapani appartenente alle categorie protette. Nel giro di due ore il lavoratore avrebbe ricevuto il dispositivo e, poco dopo, gli sarebbe stato chiesto di restituirlo davanti a più persone su indicazione della Direzione. L’episodio è ricostruito in quattro documenti che parlano di un comportamento ritenuto “di particolare gravità” e potenzialmente discriminatorio.
Secondo le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl, Faisa Cisal e UGL, il dipendente aveva ricevuto il telefono come gli altri colleghi, ma “successivamente gli è stato ritirato sotto ordine della Direzione”, lasciandolo senza strumento di lavoro mentre “agli altri lavoratori non è stato negato nulla”. Le sigle ricordano che il lavoratore rientra nella normativa di tutela della disabilità: “È doveroso ricordare che la legge 68/99 tutela i lavoratori contro qualsiasi forma di discriminazione”.
La Direzione risponde con toni molto duri. Nella nota firmata dal Direttore Generale si legge: “Si contestano del tutto i contenuti, sia i modi che soprattutto i termini utilizzati”. La stessa puntualizza che “non è facoltà delle OOSS decidere quale bene aziendale affidare ai dipendenti” e afferma di non comprendere “a quale dipendente state facendo riferimento”. ATM ricorda inoltre l’obbligo generale sulla gestione dei telefoni: “Il cellulare aziendale deve essere restituito entro e non oltre 10 giorni dalla ricezione del nuovo dispositivo”.
I sindacati replicano il 10 novembre, sostenendo che l’azienda conosce il nominativo del lavoratore: “Le è noto il nominativo del dipendente interessato, riportato chiaramente nell’oggetto della nostra precedente e-mail”.
Aggiungono poi un punto fondamentale: “Il dipendente in questione non ha alcun bene da restituire, in quanto non gli era stato consegnato il telefono aziendale neanche in occasione della precedente assegnazione”.
Secondo le OOSS, la mancata consegna del nuovo dispositivo “rischia di configurare una disparità di trattamento”. E rispondono ai toni della Direzione: “Non è nostra consuetudine utilizzare problematiche del genere per fare polemiche”.
A ciò si aggiunge una segnalazione anonima, trasmessa anche alla stampa, che introduce un ulteriore elemento interpretativo. Secondo questo documento, il ritiro sarebbe avvenuto “di fronte a più testimoni” e il Direttore Generale avrebbe disposto la restituzione “a fronte di un orientamento differente da parte del Consiglio di Amministrazione, favorevole al mantenimento dell’assegnazione”. La segnalazione afferma inoltre che l’episodio “rischia di compromettere il clima aziendale e i principi di correttezza e parità di trattamento”.
La vicenda, così come emerge dalle note ufficiali e dalla segnalazione, si sviluppa in poche ore tra consegna, ritiro e versioni discordanti. Nel frattempo, documenti e spiegazioni non coincidono del tutto e l’ultima lettera delle OOSS, quella del 10 novembre, non risulta aver ricevuto risposta.
È solo dopo la diffusione sulla stampa delle note interne e delle posizioni del CdA che si registra un cambio di passo. La riconsegna del dispositivo viene fissata per il martedì successivo, come confermato dalla vicepresidente avvocato Laura Montanti: “Le posizioni restano totalmente diverse, ma martedì il cellulare verrà riconsegnato”.
Un elemento significativo è che la data cada dopo un fine settimana festivo e non risulti preceduta da comunicazioni interne. Per questo, ambienti aziendali collegano la decisione all’intervento pubblico piuttosto che a un’iniziativa spontanea.
La vicepresidente aggiunge una considerazione che sintetizza la posizione del CdA. “Il Consiglio di Amministrazione non era stato informato delle ragioni del ritiro e non le conosce tuttora. La restituzione serve a riallineare gli atti ai processi aziendali”.
Il caso, per come emerge dai documenti, resta aperto: tempistiche, modalità, mancate risposte e contrasti interni continuano a generare discussione e potrebbero richiedere ulteriori chiarimenti.