Barriera soffolta a Trapani, al via i lavori dopo 17 anni e 12 milioni di euro
Diciassette anni.Tanto è passato dal finanziamento alla partenza dei lavori della barriera soffolta a Trapani. Era il 2008 quando il progetto veniva messo nero su bianco. Siamo nel 2025 e solo adesso il cantiere parte davvero. Nel mezzo, anni di carte, pareri, revisioni, aumenti dei costi e autorizzazioni ambientali. Oggi però la notizia è questa: i lavori iniziano.
Parliamo di un intervento da circa 12 milioni di euro, finanziato dal Ministero dell’Ambiente, che interessa un chilometro di litorale nord, sotto le Mura di Tramontana, uno dei punti più delicati e più belli della città. Un tratto di costa che da anni soffre l’erosione marina e che mette a rischio sia la spiaggia sia le mura storiche del centro storico.
L’opera è una barriera soffolta, cioè una scogliera sommersa. Non si vede, ma lavora sotto il livello del mare. Serve a spezzare la forza delle onde, a trattenere la sabbia e a impedire che il mare continui a scavare sotto le mura, sotto la strada, sotto i monumenti. In pratica, una protezione strutturale che mancava.
Il dirigente dei Lavori pubblici del Comune, Orazio Amenta, lo dice chiaramente: questa è un’opera che nasce per difendere le mura storiche di Trapani e per mettere in sicurezza la spiaggia che si trova proprio sotto il centro storico. Una spiaggia che oggi esiste, ma è fragile, esposta alle mareggiate e poco accessibile.
Il progetto copre tutto il litorale nord: si arriva fino al mercato del pesce, mentre un altro tratto di barriera sarà appoggiato alle mura e sostituirà quella già esistente lungo il viale delle Sirene. Un intervento continuo, non a macchia di leopardo, pensato per funzionare nel tempo.
In questi 17 anni è successo di tutto: sono cambiati i prezzari, sono aumentati i costi dei materiali, sono cambiate le norme ambientali. Eppure, nonostante tutto, il finanziamento regge. Anzi, secondo il Comune, ci saranno anche delle economie che verranno reinvestite sul posto.
Ed è qui che entra un altro punto chiave: l’accessibilità. Oggi quella spiaggia ha solo due accessi, distanti circa 700 metri l’uno dall’altro. Con le economie del progetto verranno realizzate nuove scale dalle mura verso la spiaggia. Tradotto: non solo difesa, ma anche fruizione. Non solo proteggere, ma rendere quel tratto di costa finalmente vivibile.
C’è poi l’aspetto ambientale, che non è secondario. Il progetto prevede la piantumazione sperimentale della Posidonia, con brevetti siciliani. È una compensazione ambientale prevista dalla valutazione d’impatto: la Posidonia aumenta la biodiversità, stabilizza i fondali e contribuisce a contrastare l’erosione. Non è solo un dettaglio tecnico, è una scelta strutturale.
L’obiettivo dichiarato è arrivare a conclusione entro l’estate, per consentire la balneazione della spiaggia sottostante. Se i tempi saranno rispettati, Trapani si ritroverà con una piccola baia più riparata, una spiaggia più larga e un centro storico finalmente meno esposto alla furia del mare.
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