Arrestato dalla polizia lo scorso 12 dicembre con l’accusa di essere uno dei due autori della rapina ai danni di un connazionale, il Tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo la richiesta dell’avvocato difensore Vincenzo Sammartano, ha scarcerato il 23enne tunisino Ben Brahim Khairi.
In attesa che le indagini facciano piena luce sui fatti - avvenuti il 7 dicembre, intorno alle 11, in via Stefano Bilardello - al giovane nordafricano sono stati concessi gli arresti domiciliari, ma con braccialetto elettronico (se dovesse uscire di casa, quindi, le forze dell’ordine se ne accorgerebbero). Rimane in carcere, invece, l’altro tunisino, classe 1996, arrestato qualche ora dopo la rapina e nella cui abitazione fu trovata la refurtiva.
“Dopo l'interrogatorio di garanzia, tenutosi dal carcere di Trapani – spiega l’avvocato Vincenzo Sammartano - il mio assistito ha fornito una versione diversa da quella emersa inizialmente. Adesso si attende la motivazione della decisione del Tribunale del Riesame (il Collegio si è preso 45 giorni di tempo)”. Il legale prosegue affermando di ritenere che “giustamente il Tribunale per il riesame ha applicato una misura cautelare meno afflittiva, anche perché ci sono molti lati oscuri da chiarire”, aggiungendo: “Ritengo che Ben Brahim sia totalmente estraneo alla rapina, e che le dichiarazioni della persona offesa siano poco attendibili, visto anche alcune ritrattazioni. Sono fiducioso che le ulteriori indagini chiariranno la posizione del mio assistito”. Nell’abitazione di Brahim, tra l’altro, a differenza dell’altro arrestato, non è stata trovata refurtiva.