L’auto elettrica tra ideologia e realtà: il difficile...
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Finita la pausa delle festività natalizie, alla Regione ci sono nodi da affrontare. Il presidente Renato Schifani, durante la conferenza stampa di fine anno, ha ribadito che il rimpasto di giunta avverrà nella direzione di dare nuovamente dei volti alle due caselle mancanti: Famiglia ed Enti Locali. Entrambi gli assessorati erano retti da due esponenti della DC, Nuccia Albano e Andrea Messina. Schifani ha ribadito che la DC non tornerà in giunta: nulla di personale con alcuni rappresentanti del partito, ma il modus operandi che è venuto fuori non può più gettare ombre nel governo regionale.
C’è però chi si aspetta di più, con altri due nomi che Forza Italia non gradisce molto: Alessandro Dagnino all’Economia e Daniela Faraoni alla Salute. Sono due tecnici prestati alla politica, ma il governatore non vuole fare a meno di loro.
E quale sarà il ruolo di Fratelli d’Italia? A breve si terranno le udienze preliminari per Gaetano Galvagno ed Elvira Amata. Il primo è presidente dell’ARS, mentre la seconda è assessore regionale al Turismo. Amata potrebbe lasciare per fare spazio a un’altra figura sempre di partito: i nomi che ad oggi si fanno sono quelli di Ella Bucalo e Giorgio Assenza, attuale capogruppo all’ARS per i meloniani.
Non sarà facile tenere un equilibrio che non c’è, con Raffaele Lombardo che è distante: l’MPA non ha votato la Finanziaria.
Il famoso campo largo si muove con una punta che è quella dell’onorevole Ismaele La Vardera, Controcorrente. Un’opposizione forte che non arretra: La Vardera potrebbe pure essere candidato alle prossime elezioni regionali come presidente, espressione di un centrosinistra che dovrà fare sintesi. Al momento, però, di regole certe e di metodo all’interno del campo largo non ce ne sono.
Il M5S chiede prima un programma spendibile e poi i nomi; molto prudente anche il PD: prima di un nome ci sono altre questioni da affrontare e poi, magari, anche le primarie.
È pronto a scendere in campo Cateno De Luca, capogruppo di Sud chiama Nord. Il messaggio che ha lanciato qualche giorno fa a Caltagirone è: “La Sicilia al di sopra dei partiti”.
All’incontro regionale con i coordinatori provinciali e i rappresentanti dei comitati territoriali siciliani di Sud chiama Nord, ha dichiarato che si occuperà di altro:
“Porterò avanti un progetto ancora più ampio che va oltre i partiti qui in Sicilia. Un progetto più strategico, a cui daremo vita con il centro studi Ti Amo Sicilia. Per dare più forza a questa progettualità, ritengo utile continuare a non avere incarichi di vertice all’interno del partito, così da avere le mani libere per costruire qui in Sicilia una nuova strategia per la nostra Regione: una forma di Autonomia 4.0, senza pregiudizi politici”.
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