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09/01/2026 07:59:00

Omissione di atti d'ufficio, a processo luogotenente dei Carabinieri in pensione

Un ritardo nella notifica di un atto giudiziario fece scattare la prescrizione del reato. Bloccando definitivamente, sul nascere, un procedimento penale. E per questo, per l’ipotesi di omissione di atti d’ufficio, è finito sotto processo davanti il Tribunale di Marsala (presidente del collegio Chiara Vicini) il luogotenente dei carabinieri Antonio Pipitone, ex comandante, adesso in pensione, della stazione in seno alla Compagnia di via Mazara. 

Secondo l’accusa, il luogotenente Pipitone avrebbe ritardato la notifica alla persona indagata di un avviso conclusioni indagini preliminari per calunnia. A far scattare il procedimento penale a carico del militare è stata la denuncia di un ex insegnante marsalese, Vincenzo Laudicina, in passato vice preside del Liceo classico “Giovanni XXIII”, che nel 2016, a seguito di contrasti avuti in una riunione di contrattazione sindacale con l’allora dirigente scolastica Antonella Coppola, era stato denunciato da quest’ultima per minacce. Assolto “perché il fatto non sussiste” nel 2021, l’insegnante (adesso in pensione, come pure la Coppola) querelò la sua ex preside per calunnia. Svolte molto celermente le indagini, ai primi di marzo del 2022, l’ufficio del pm Maria Milia, della Procura di Marsala, incaricò la locale stazione dei carabinieri di notificare alla Coppola l’avviso conclusione indagini preliminari sottolineando l’urgenza dell’adempimento, considerato il tempo trascorso dai fatti contestati. E quindi, di fatto, il rischio prescrizione. L’atto, però, fu notificato all’indagata oltre quattro mesi dopo, il 13 luglio 2022, quando era ormai scattato il termine di prescrizione. Procedimento, dunque, morto sul nascere. 

Nel processo, il luogotenente Pipitone è difeso dall’avvocato Carlo Ferracane. A sostenere l’accusa è il pubblico ministero Giuseppe Lisella. In aula, il professor Laudicina ha confermato quanto già esposto nella sua dettagliata denuncia. In precedenti udienze è, inoltre, emerso che personale dell’ufficio del pm avrebbe sollecitato più volte, pare telefonicamente, l’adempimento richiesto. Prossima udienza il 18 febbraio. Premesso che fino a sentenza definitiva c’è la presunzione di innocenza, secondo l’ipotesi accusatoria l’allora comandante Pipitone, pur risultando incaricato della gestione e dello smistamento della corrispondenza e, stando a quanto riferito, solito scaricare personalmente la posta, salvo che in alcune circostanze, nelle quali sarebbe comunque stato sempre avvisato, non avrebbe preso visione dell’atto trasmesso dalla Procura, omettendo così di dare seguito a un adempimento ritenuto dovuto e urgente. Per questo, è stato rinviato a giudizio per il reato di omissione di atti d’ufficio.