L’auto elettrica tra ideologia e realtà: il difficile...
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Se c’è un politico a cui non bisogna spiegare la politica, è Massimo Grillo. Nel grande caos dei nomi che si rimpallano nel centrodestra, ha anticipato le mosse e deciso di presentare simboli e programmi per la tornata del 2026.
Il sindaco uscente da mesi vede il centrodestra dialogare con Nicola Fici, fino a far chiudere una parte di esso sul consigliere comunale. Pare ci sia un documento firmato pro Fici che però non è mai stato ufficializzato: è una questione interna.
Adesso alcuni esponenti del centrodestra hanno deciso di cambiare strada: cercare un candidato all’interno dell’area, quindi non un civico ma un tesserato, che abbia un partito di riferimento. In questo senso sono andate alcune dichiarazioni di esponenti di Forza Italia e di Fratelli d’Italia. Il nome è quello di Enzo Sturiano.
Grillo, di fronte a queste mosse, ha deciso di giocare d’anticipo: appuntamento al 17 gennaio.
Il sindaco Grillo parla di dinamiche del centrodestra che sono “assolutamente comprensibili, fisiologiche e legittime”. Quindi anche per Forza Italia è naturale valutare una candidatura espressa direttamente dal proprio gruppo dirigente e sottoporla al vaglio degli alleati. Dice Grillo, che aggiunge:
“Ciò conferma che l’obiettivo comune deve rimanere quello di rafforzare il centrodestra attraverso un ragionamento politico che valorizzi gli straordinari risultati raggiunti in questi anni dalla mia Amministrazione, dalla trasformazione del waterfront alla rigenerazione urbana, e getti le basi del programma di governo da sottoporre agli elettori per il prossimo quinquennio”.
Non si tira indietro ma rilancia:
“Al fine di contribuire fattivamente a questo ragionamento, sabato 17 gennaio alle ore 10.30 presenterò i simboli delle liste e dei movimenti che animano la mia coalizione e lavorano al mio fianco in vista della competizione elettorale della prossima primavera. Nel corso dell’evento renderò pubblici i risultati amministrativi raggiunti, insieme alla bozza programmatica che propongo al centrodestra come base di confronto e convergenza”.
Grillo invita poi le altre forze politiche della coalizione di centrodestra, compresa Forza Italia, a partecipare alla convention di sabato al Cinema Golden:
“Marsala merita stabilità, visione e unità. Con senso di responsabilità continueremo a lavorare in questa direzione, per mettere al centro del dibattito politico il futuro della città. Perché Marsala sta cambiando, e questo cambiamento appartiene a tutti noi. Ora è il momento di custodirlo, rafforzarlo e portarlo fino in fondo. Marsala ha recuperato il suo antico splendore e, con il completamento delle opere, avremo finalmente una città moderna e all’altezza delle sue radici e della sua storia”.
In giunta con Massimo Grillo ci sono tre assessori espressione di Enzo Sturiano: Ivan Gerardi, Salvatore Agate e Donatella Ingardia. I tre assessori dovrebbero fare chiarezza e Grillo dovrebbe pretenderla, sempre nell’interesse della città e non di quello elettorale. Parteciperanno alla convention? E in che termini, ruoli e posizioni?
Perché la presenza, sabato prossimo, anche solo di uno dei tre assessori scriverebbe un’altra pagina di politica e di schieramenti. La dignità politica vorrebbe che lasciassero la giunta.
Nicola Fici paga oggi il prezzo delle sue stesse strategie e di una regia politica affidata a consiglieri che sembrano specializzati nell’autosabotaggio. Non è ostaggio degli avversari, ma di chi riesce nell’impresa di peggiorare ogni scena.
Avrebbe avuto fin dall’inizio ogni legittima pretesa di essere il candidato sindaco, se avesse mostrato il piglio di chi è disposto ad andare fino in fondo, scegliendo per sé e per la coalizione che lo sosteneva. Questo fa un leader: ascolta tutti, poi decide e accompagna la comunità politica nella direzione scelta.
Fici, invece, ha preferito restare in attesa di Fratelli d’Italia. Aspetta e spera. Oggi, però, i meloniani chiedono non solo una posizione chiara nel centrodestra, ma – se possibile – anche una dichiarata appartenenza.
La politica non premia l’attesa: premia le scelte. E quando le scelte non arrivano, arriva qualcun altro a farle.
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