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14/01/2026 09:10:00

Monsignor Paglia in Cattedrale a Mazara: «L’AI non fa paura, preoccupa la stupidità umana"

«Bisogna umanizzare la tecnologia e darle una prospettiva etica, perché il rischio è quello di diventarne schiavi». È uno dei passaggi centrali dell’intervento di monsignor Vincenzo Paglia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita e arcivescovo emerito di Terni-Narni-Amelia, che ieri sera ha presentato nella Cattedrale di Mazara del Vallo il suo libro L’algoritmo della vita (Piemme).

 

L’incontro ha inaugurato la mini rassegna di tre appuntamenti “In Cattedrale per leggere”. A dialogare con l’autore è stato il docente Vito Pipitone, in un confronto che ha toccato temi di grande attualità, a partire dall’intelligenza artificiale e dal rapporto tra tecnologia e umanità.

 

Monsignor Paglia ha sottolineato la necessità di «governare l’intelligenza artificiale» restando sempre «sul piano della dignità dell’umano». Da qui il concetto di “algoretica”, termine coniato proprio per indicare l’urgenza di un’etica degli algoritmi. «La difesa dell’umano – ha spiegato – deve coinvolgere tutte le dimensioni della persona».

Il rischio, secondo Paglia, è quello di una progressiva disumanizzazione. «Per questo dobbiamo riproporre gli abbracci – ha detto – e noi adulti dobbiamo aiutare a riscoprire la bellezza del corpo». Un richiamo forte anche alla responsabilità dei cristiani: «Abbiamo una responsabilità più grande degli altri, perché la carne è stata amata da Dio». Da qui l’invito a promuovere una rinnovata cultura umanistica, capace di recuperare emozioni, relazioni e corporeità.

 

Infine, una battuta che ha suscitato consenso e riflessione tra i presenti: «L’intelligenza artificiale non deve fare paura. A preoccuparmi è piuttosto la stupidità umana. L’algoritmo è solo uno strumento: come tutti gli strumenti può essere usato bene o male. Serve la sapienza per usarlo nel modo giusto».