Digitalizzazione, il Comune di Marsala replica: «Nessun finanziamento perso»
Il Comune di Marsala replica al nostro articolo sulla revoca del finanziamento europeo da quasi mezzo milione di euro per il progetto “Marsala Digitale” e respinge l’interpretazione secondo cui l’ente avrebbe “perso” le risorse. In una nota ufficiale, l’amministrazione sostiene che non si è trattato di una bocciatura o di un fallimento, ma di una scelta amministrativa consapevole: spostare lo stesso intervento dal PO FESR al Pnrr.
Di seguito la posizione del Comune, riportata integralmente, a firma del responsabile Servizi Informatici, Giovanni Palmeri.
«Il Comune di Marsala non ha perso alcun finanziamento per la digitalizzazione dei servizi, ma ha compiuto una scelta amministrativa consapevole e strategica che ha portato lo stesso progetto su uno strumento finanziario più moderno, più flessibile e più vantaggioso per la collettività. Il decreto regionale n. 370 del 9 dicembre 2025, che dispone la revoca del contributo PO FESR 2014–2020 per il progetto “Marsala Digitale”, non certifica un fallimento né una rinuncia all’innovazione, ma prende atto di una decisione già formalizzata dal Comune nel maggio 2023, quando l’ente ha comunicato alla Regione la volontà di non proseguire con quel canale di finanziamento perché aveva scelto di realizzare lo stesso intervento attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Marsala, infatti, ha ottenuto il finanziamento PNRR nell’ambito dell’Investimento 1.2 “Abilitazione al Cloud per le Pubbliche Amministrazioni Locali” per un importo di 350.288 euro, destinato alla migrazione in cloud di quattordici servizi digitali strategici del Comune, tra cui comunicazione istituzionale e open data, tutti i servizi sociali, immigrazione, protezione civile, traffico, mercati, autorizzazioni e segnalazioni. Si tratta esattamente del perimetro funzionale che il progetto “Marsala Digitale” doveva coprire nel PO FESR, ma inserito in un contenitore tecnologicamente più avanzato e coerente con la piattaforma nazionale PA Digitale 2026.Il PO FESR 2014–2020, per sua natura, era uno strumento rigido, legato a piattaforme regionali spesso superate, con scarsa possibilità di riutilizzo delle economie e con vincoli che avrebbero limitato l’evoluzione tecnologica dei servizi. Il PNRR, al contrario, consente migrazioni progressive, aggiornamenti continui, riuso delle economie di gara, possibilità di cambiare fornitori e una piena integrazione con l’architettura cloud nazionale.La rinuncia al finanziamento regionale non è quindi stata una fuga, ma una scelta di buona amministrazione per evitare di spendere risorse pubbliche su modelli tecnologici già superati e per garantire ai cittadini servizi più moderni, sicuri e integrati.
Quando la Regione ha proceduto al riaccertamento dei residui del PO FESR, il finanziamento di Marsala era già stato formalmente rinunciato e quindi correttamente eliminato dai capitoli di spesa, rendendo la successiva revoca un atto puramente contabile e dovuto, non una sanzione né la prova di un progetto fallito. Non c’è stato alcun recupero di somme, nessun danno erariale e nessuna rinuncia all’innovazione, ma semplicemente il passaggio da un programma in chiusura a uno in piena espansione. Parlare di perdita di 459 mila euro è quindi fuorviante, perché la digitalizzazione del Comune non solo non si è fermata, ma è stata potenziata attraverso il PNRR, che offre più risorse tecnologiche, maggiore flessibilità gestionale e un’infrastruttura coerente con le linee guida nazionali ed europee. La vera questione non è perché Marsala abbia rinunciato a un finanziamento, ma perché una scelta tecnica e strategica di upgrade verso il PNRR venga oggi raccontata come una sconfitta, quando in realtà rappresenta un passo in avanti verso una pubblica amministrazione più moderna ed efficiente».
La ricostruzione del Comune chiarisce un punto: la revoca del finanziamento FESR è conseguenza di una rinuncia formale dell’ente, avvenuta nel 2023, non di una sanzione o di un recupero di somme già spese.
Resta però un elemento: le risorse Pnrr non sono intercambiabili all’infinito. Utilizzare fondi Pnrr per coprire un intervento già finanziato in precedenza con risorse europee “ordinarie” significa, di fatto, rinunciare a utilizzare il Pnrr per altri progetti: manutenzioni digitali, nuovi servizi, infrastrutture informatiche aggiuntive o altri ambiti oggi scoperti.
Il punto, dunque, non è solo se Marsala abbia continuato a digitalizzare i servizi — cosa che il Comune rivendica — ma se la scelta di spostare il progetto sul Pnrr abbia comportato una perdita di opportunità complessiva per la città, in un contesto in cui le risorse straordinarie del Piano nazionale sono limitate e a scadenza.
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