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16/01/2026 06:00:00

Il Campo largo siciliano cerca un perimetro: alleanze, veti e sintesi prima delle elezioni

Il Campo largo cerca di trovare un perimetro nel quale muoversi per fare pure una sintesi. Casa Riformista, il contenitore siciliano lanciato da Davide Faraone la settimana scorsa, ha finalmente deciso di stare a sinistra, al centro del centrosinistra. Provano pure a fare sintesi per le amministrative del 2026. Il segretario regionale di Sinistra Italiana, Pierpaolo Montalto, e i portavoce di Europa Verde, Fabio Giambrone ed Alessandra Minniti, hanno spiegato il motivo per il quale non hanno partecipato al tavolo regionale per definire la cabina di regia: “Non reputiamo accettabile che il campo progressista, che dovrebbe rappresentare una radicale alternativa al malgoverno delle destre, accolga gruppi o singoli esponenti provenienti dal centrodestra”.

 

M5S: evitare gli errori del passato
Il segretario regionale del M5S, Nuccio Di Paola, pur comprendendo la posizione di AVS come legittima, sostiene che è necessario: “Non dobbiamo dimenticare che l’obiettivo è cercare di trovare ciò che ci unisce piuttosto che quello che ci può dividere. Sui territori serve un perimetro quanto più alternativo ed aggregativo possibile. L’obiettivo è battere il centrodestra a livello territoriale e regionale. Nel 2022 la frammentazione ci ha portato alla sconfitta”.
La città di Palermo è nel mirino di questa strategia, poiché chiamata al voto il prossimo anno. Il sindaco Roberto Lagalla governa con il centrodestra e poi con alcuni civici che sono, però, espressione diretta dello stesso Faraone. Ed è proprio a questo che i pentastellati, ma anche AVS, si riferiscono: “Apprendiamo dalla stampa della presa di posizione del gruppo di AVS rispetto al coinvolgimento nel campo largo dell’ala renziana”. A parlare sono i consiglieri comunali del M5S: “Bisogna mettere paletti. Il campo largo deve essere un’alternativa al centrodestra. Di conseguenza, non può farne parte chi continua a governare con loro, come ad esempio è avvenuto in realtà come Palermo. Chiediamo quindi una risposta chiara: ci dimostrino che chi continua a governare con Roberto Lagalla è fuori dal partito. Lo affermino senza giri di parole. Solo così ci potranno essere le basi per lavorare e, in futuro, governare insieme”.

 

La Vardera: capire le regole di ingaggio
Il leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera, apprezza la questione posta da AVS: “Non è un banale capriccio. Credo che sia dirimente. Sediamoci attorno ad un tavolo e definiamo, una volta per tutte, le regole d’ingaggio e i valori etico-morali di quei soggetti che possono essere cooptati dal cosiddetto fronte anti-Schifani. Ritengo che la questione sia urgente. Non ci possono essere ambiguità”.

 

PD, Burtone: Campo largo non è operazione da vertice
Giovanni Burtone, parlamentare regionale del PD, ha scritto alla segretaria nazionale Elly Schlein: “C’è un’ampia fascia di quadri, militanti e semplici elettori del Pd che ritiene che il campo largo debba essere costruito non con alchimie tra gruppi dirigenti, ma per strada, nella vita quotidiana dei siciliani. Anche noi torniamo a chiedere che, nell’ambito dei percorsi di costruzione delle alternative in paesi e città chiamati al rinnovo delle amministrazioni, venga previsto lo strumento delle primarie per scegliere il profilo più competitivo per vincere. Una gestione chiusa ai soli vertici regionali del campo largo – conclude Burtone – rischia di essere percepita dalla pubblica opinione come una spartizione tra partiti, e questo non favorirebbe assolutamente la partecipazione, che è la prima variabile in grado di rendere competitivo il cosiddetto fronte progressista o campo largo, come si preferisce chiamarlo”.