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18/01/2026 08:56:00

Forza Italia blinda Schifani: Tajani conferma il bis alla guida della Sicilia

Antonio Tajani in Sicilia è venuto a dire, sostanzialmente, che Renato Schifani è ricandidato e che la guida della Sicilia continuerà ad essere azzurra.

Sul congresso che si celebrerà tra qualche mese non ci sono passi avanti o indietro di alcuno: «Forza Italia è un partito democratico – ha detto – il segretario lo sceglie il congresso. Non c’è nessuno che può dire tu levati e tu resta». Una sorta di blindatura anche sull’attuale segretario regionale, Marcello Caruso: «Il segretario siciliano è Caruso, poi deciderà il congresso se riconfermarlo o scegliere un altro segretario». Un tesseramento che in Sicilia è andato oltre le aspettative: sono più di 50mila i tesserati. E dal palco del teatro Politeama è stato lo stesso Schifani a rilanciare la figura di Antonio Tajani come segretario nazionale al prossimo congresso.

 

Schifani bis

Tajani ha speso parole positive sul governo regionale: «Forza Italia sta governando bene, non esiste alcun motivo per cui dovrebbe cedere la presidenza della Regione siciliana nel 2027».

Ha sottolineato che «normalmente chi è uscente viene ricandidato. Ma adesso dobbiamo preoccuparci di governare la Regione bene e i risultati economici sono positivi. Penso all’incremento del Pil, che è superiore rispetto ad altre aree del Paese: quindi vuol dire che questa amministrazione regionale sta facendo il proprio dovere. Sta lavorando bene. Poi tutte le questioni che riguardano la presidenza saranno questioni di cui si parlerà al momento della campagna elettorale. Noi non abbiamo mai detto che per la Sicilia c’è un candidato diverso».

 

 

 

 

L’incontro istituzionale

Il presidente della Regione Schifani ha incontrato, prima della kermesse, a Palazzo d’Orléans il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Tajani. Diversi i temi affrontati, dalla politica internazionale ai dazi doganali e ai possibili riflessi sul sistema produttivo e sull’export siciliano.

Tajani e Schifani hanno definito i termini dell’accordo che il Ministero firmerà con la Regione per rafforzare l’internazionalizzazione delle imprese siciliane.

Nascerà un coordinamento per sostenere export, investimenti e promozione del patrimonio culturale e creativo dell’Isola, offrendo alle aziende strumenti concreti per competere sui mercati internazionali.

Schifani ha ricordato gli interventi voluti dal governo della Regione in favore delle imprese e la norma, poi stralciata dalla finanziaria regionale, che destinava 10 milioni di euro per sostenere i costi di esportazione delle aziende. Il presidente della Regione ha confermato a Tajani la volontà di presentare nuovamente l’emendamento.

 

La questione morale

«Non c’è una questione morale in Sicilia. Se ci sono delle persone indagate che poi verranno condannate perché hanno commesso cose in contrasto con la legge, ne subiranno le conseguenze. Per me comunque in democrazia vale sempre la presunzione di innocenza»: sono state queste le parole di Tajani sulla questione che riguarda la richiesta di arresto della Procura di Caltanissetta del deputato regionale di FI Michele Mancuso.

Ha poi aggiunto: «Un conto è essere indagati, un conto è essere colpevoli. Io sono garantista per tutti, poi vedremo. La giustizia deve fare il suo corso. Poi vedremo se saranno dimostrati i fatti. Sono garantista con tutti e non a seconda della maglietta che indossa una persona indagata: lo sono per quelli di Forza Italia come lo sono per quelli del Pd».

 

La riforma della giustizia

Si tratta di una riforma importantissima per Tajani: «È la riforma delle riforme per garantire a ogni cittadino la possibilità di entrare in un’aula di tribunale non temendo di essere condannato perché c’è un giudice ostile, che può essere condizionato dalla pubblica accusa o perché c’è una politicizzazione. Non vogliamo magistrati politicizzati: i magistrati non possono aderire a correnti politiche, perché il magistrato è un servitore dello Stato e lo Stato deve essere imparziale. Non può esserci un magistrato di destra, uno di centro e uno di sinistra. Il magistrato è un magistrato.

È un sistema diverso da quello americano. Noi vogliamo la vera indipendenza della magistratura e vogliamo la separazione dei poteri, che è il fondamento della democrazia occidentale. Non è vero quello che dicono i sostenitori del no, cioè che questa riforma punta a sottomettere la magistratura alla politica, perché questo è falso. Il referendum sulla giustizia non è un referendum sul governo. Qualunque sia il risultato, il governo rimarrà in carica fino alla fine della legislatura».