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19/01/2026 06:00:00

Porto di Marinella, cronaca dell’ennesimo disastro annunciato dallo scirocco

 Il porto di Marinella di Selinunte non è più praticabile. La posidonia ha chiuso l’imboccatura e i pescherecci sono rimasti bloccati dentro. Nei giorni scorsi, la Capitaneria di porto li aveva invitati alla prudenza, rilevando che proprio in quel punto la sabbia aveva ridotto i fondali in modo significativo.

Ma proprio quando il Comune aveva già redatto un Piano di fattibilità tecnico-economica (PFTE), definendo dettagli e costi per rimuovere questa sabbia, data la disponibilità economica della Regione per un intervento in “somma urgenza”, è arrivato lo scirocco.

 

Il PFTE va quindi modificato, come giustamente ha detto l’assessore Davide Brillo. Insomma, un’urgenza nell’urgenza. Anche se la continua evoluzione del fenomeno rende i dettagli un po’ più complicati da prevedere. Tra lunedì e martedì, infatti, sono previste ulteriori mareggiate di scirocco, che potrebbero comportare un vertiginoso aumento dell’entrata della posidonia nel porto. E quindi un altrettanto vertiginoso aumento dei costi di intervento.

Ancora una volta, la “somma urgenza” dovrà essere accompagnata dall’urgenza di una somma, proprio come vuole la tradizione che il comune di Castelvetrano ha onorato per decenni e che da qualche anno è passata alla Regione Siciliana.  

 

Attenzione però: il termine “somma urgenza” è amministrativo, non vuol dire che in due giorni arrivano gli operai e fanno la bonifica. Vuol dire che l’iter sarà più “snello” e soprattutto che l’affidamento dei lavori avverrà senza gara d’appalto.

Si fa così quando si è di fronte ad emergenze o eventi imprevisti.

Già, imprevisti. Chi mai potrebbe prevedere che con le correnti di scirocco il porto si possa riempire di alghe e sabbia?

 

La musica è ogni anno la stessa, dice l’onorevole Ciminnisi del M5S, con la Regione Siciliana che si è sempre limitata ad inutili interventi tampone, senza mai considerare la possibilità di allungare il molo di sopraflutto per impedire l’ingresso di sabbia e posidonia. La Ciminnisi dice anche che il porto di Marinella di Selinunte non è più un porto, ma “un monumento all’inerzia e all’incompetenza della Regione”. Il punto però è che quello di Marinella non è mai stato un porto. Mai. Per il semplice fatto che il molo di sopraflutto è abusivo. Nato diversi decenni fa per proteggere i pescherecci dalle mareggiate, è diventato a poco a poco parte del perimetro di un “porticciolo turistico”, che la Regione Siciliana si è sempre guardata dal considerare oggetto di riqualificazione. E infatti, rispetto alla banchina di terra, è rimasto senza illuminazione e senza bitte d’attracco.

 

È anche vero che, prima di riqualificare un porto, bisogna che questo sia già qualificato. E allora tutto diventa più difficile.

Meglio far finta di niente e continuare a buttare, letteralmente, i soldi a mare. Nel silenzio di tutti. In modo che la Corte dei Conti non cominci a farsi domande.

 

 Egidio Morici