È stato scongiurato il rischio di una grave crisi di liquidità per le imprese dell’autotrasporto. Grazie all’iniziativa di CNA Fita, nella legge di Bilancio 2026 – pubblicata in Gazzetta Ufficiale – è stata eliminata la norma che avrebbe limitato la compensazione dei crediti d’imposta. La disposizione prevedeva il divieto di compensare il rimborso delle accise sul gasolio con i contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro. Una misura che, se confermata, avrebbe avuto effetti pesantissimi sul settore.
L’azione di sensibilizzazione politica portata avanti da CNA durante l’esame parlamentare della manovra finanziaria ha permesso di salvaguardare circa 1,8 miliardi di euro di liquidità, evitando un blocco che avrebbe inciso in modo diretto sulla tenuta economica delle imprese di autotrasporto. In particolare, alle aziende artigiane del comparto è stato evitato un esborso imprevisto pari, in media, a 56 mila euro l’anno.
«Una vittoria figlia della nostra determinazione – ha dichiarato Michele Santoni, presidente nazionale di CNA Fita –. Abbiamo impedito che una previsione antifrode mal congegnata colpisse le imprese oneste del sistema trasportistico italiano».
CNA ha infine espresso il proprio ringraziamento a tutte le forze politiche che, in Parlamento, hanno compreso e sostenuto le ragioni avanzate dagli operatori dell’autotrasporto, contribuendo a correggere una norma che avrebbe avuto conseguenze definite “rovinosissime” per il settore.