Mafia, chiesto il processo per l’avvocato Antonio Messina: per i pm era “Solimano”
La Procura di Palermo ha chiesto il rinvio a giudizio dell’avvocato Antonio Messina, 80 anni, arrestato ad aprile con l’accusa di associazione mafiosa.
Secondo i magistrati sarebbe lui il “Solimano” citato nei pizzini dal boss allora latitante Matteo Messina Denaro e dalla sua amante Laura Bonafede.
Un ruolo chiave, secondo l’accusa, nella gestione dei soldi della mafia durante la lunga latitanza del capomafia.
La richiesta della Procura
La richiesta di rinvio a giudizio arriva al termine delle indagini coordinate dalla Procura di Palermo.
Messina è accusato di aver fatto parte dell’organizzazione mafiosa, garantendo supporto economico al boss.
L’udienza preliminare è fissata per il 10 febbraio davanti al gip.
Il presunto ruolo di “Solimano”
Per i pm, Antonio Messina avrebbe gestito i fondi della famiglia mafiosa di Campobello di Mazara.
Un compito delicato: assicurare a Matteo Messina Denaro il sostentamento economico durante la latitanza.
L’avvocato ha alle spalle numerosi precedenti per mafia e narcotraffico.
Un profilo che, secondo l’accusa, lo rendeva una figura di fiducia per i vertici mafiosi del territorio.
Le tensioni nei pizzini
Nei biglietti scambiati tra Messina Denaro e Laura Bonafede, “Solimano” viene più volte criticato.
I due lo accusavano di non aver rispettato gli accordi.
In uno dei pizzini, Bonafede scriveva: “Ci ha distrutto”.
Parole accompagnate da minacce nemmeno troppo velate nei confronti di Messina.
Massone e affari con la mafia trapanese
Secondo quanto emerge dagli atti, Antonio Messina era un massone in sonno.
Per oltre vent’anni avrebbe fatto affari con esponenti di tutta la mafia trapanese.
Un legame lungo e trasversale, che ora è al centro dell’impianto accusatorio.
La linea della difesa
All’udienza del 10 febbraio, però, i legali dell’avvocato sono pronti a chiedere una perizia medica.
L’obiettivo è accertare la capacità di Messina di stare in giudizio.
Secondo i difensori, l’80enne avrebbe gravissimi problemi di salute, incompatibili con il processo.
Cosa succede adesso
Il gip dovrà decidere se disporre il rinvio a giudizio.
Prima, però, potrebbe pronunciarsi sulla richiesta di perizia avanzata dalla difesa.
Un passaggio decisivo in un procedimento che ruota attorno alla rete di protezione e sostegno che avrebbe garantito a Matteo Messina Denaro di restare latitante per anni.
Libero Grassi, 35 anni dopo. Schifani: «Denunciare è il primo passo per essere liberi»
Trentacinque anni dopo, il messaggio di Libero Grassi resta di una semplicità quasi disarmante: il pizzo non si paga. E chi decide di ribellarsi alla mafia non può essere lasciato solo. È questo il senso della commemorazione...
35 anni fa veniva ucciso Libero Grassi
Trentacinque anni dopo, quella macchia rossa è ancora lì. Questa mattina, come ogni 29 agosto, i figli Alice e Davide Grassi hanno ridipinto di rosso il marciapiede di via Vittorio Alfieri, a Palermo, nel punto in cui Libero Grassi...
Come scegliere la scuola calcio giusta per il proprio figlio o la propria...
Quando si iscrive un figlio a una scuola calcio non si sceglie soltanto dove farà allenamento. Si scelgono le persone con cui trascorrerà diverse ore della settimana, l'ambiente nel quale imparerà a stare in...
Sezioni
