Sanità, scatta l’aumento dei tetti di spesa: 37 milioni in più per personale e posti letto
Oltre 37 milioni di euro aggiuntivi per il personale della sanità siciliana. È l’effetto del decreto firmato il 14 gennaio 2026 dall’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni e dal dirigente generale del Dipartimento per la Pianificazione strategica Salvatore Iacolino, che applica alla Sicilia una norma nazionale sull’aumento del tetto di spesa per il personale sanitario riferito all’anno 2024.
L’incremento delle risorse è collegato all’attivazione di nuovi posti letto, al potenziamento dell’assistenza ospedaliera e al rafforzamento delle strutture sanitarie di prossimità, in un contesto di crescente pressione sui servizi, dai ricoveri alle prestazioni ambulatoriali, fino agli accessi nei Pronto soccorso.
Le somme aggiuntive serviranno anche a coprire le ulteriori esigenze assistenziali legate alla revisione della rete ospedaliera e all’aumento dei volumi di produzione sanitaria. Nel provvedimento rientra inoltre l’incremento delle ore di lavoro del personale OSS attualmente impiegato con contratti temporanei e provvisori, nei limiti delle richieste avanzate dalle singole aziende sanitarie.
Tetto di spesa, azienda per azienda
Nel dettaglio, il tetto di spesa complessivo per il personale del Servizio sanitario regionale passa da circa 2 miliardi e 860 milioni di euro del 2023 a circa 2 miliardi e 898 milioni di euro nel 2024, con un incremento di circa 37 milioni e 400 mila euro.
Per l’ASP Trapani, il tetto di spesa 2023 è pari a 220.708,31 euro, con un incremento per il 2024 di 500 euro, per un totale di 221.208,31 euro.
Il decreto interviene nelle more della revisione complessiva delle dotazioni organiche e della riformulazione dei piani di fabbisogno del personale, imponendo alle aziende sanitarie l’obbligo di adeguare organici e programmazione alle reali necessità di funzionamento delle strutture ospedaliere e territoriali, in particolare di quelle interessate dall’attivazione di nuovi posti letto.
I piani dovranno indicare in modo puntuale il numero di unità necessarie, i profili professionali, le qualifiche e i relativi costi. Resta ferma, comunque, la possibilità per le aziende del Servizio sanitario regionale, nell’ambito dell’autonomia organizzativa e gestionale riconosciuta dalla legge, di utilizzare temporaneamente le risorse assegnate per il personale impiegato in via provvisoria, al fine di garantire la continuità delle attività sanitarie.
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