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11/03/2026 07:00:00

Tariffe sanitarie, la Consulta dà ragione alla Sicilia. Via libera agli aumenti

Via libera dalla  Corte Costituzionale alla norma che incrementa il budget ai privati siciliani, mettendo fine alla disputa tra il governo nazionale e Palazzo d’Orlèans. Ci sono 15 milioni di euro per aumentare i rimborsi delle prestazioni ambulatoriali convenzionate, respinto il ricorso del governo nazionale sull’articolo 6 della legge regionale 26/2025.


Un risultato importante per la Regione Siciliana e per l’azione del governo, lo ha affermato il presidente Renato Schifani: “La decisione della Corte costituzionale riconosce in modo chiaro gli spazi di autonomia finanziaria e ordinamentale della Regione in materia sanitaria, confermando la legittimità della scelta, da noi fortemente voluta, di destinare maggiori risorse regionali per incrementare le tariffe di alcune prestazioni ambulatoriali e garantire così una più efficace erogazione dei livelli essenziali di assistenza”.
 

Ha poi aggiunto il governatore: "Quello che più conta è che questo provvedimento permetterà di erogare maggiori prestazioni ai cittadini, riducendo tempi di attesa e avvicinando la sanità siciliana ai bisogni concreti della gente. Desidero infine ringraziare l’Ufficio legislativo e legale della Regione per il lavoro preciso e determinante che ha reso possibile questo risultato”.
La Corte, dunque,  ha stabilito un principio importante: le Regioni possono aumentare le tariffe nazionali se utilizzano risorse proprie, senza incidere sul Fondo sanitario nazionale. Nel caso della Sicilia, l’incremento tariffario sarà finanziato con fondi regionali autonomi e riguarda prestazioni già incluse nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Il ruolo dei sindacati del settore
Dal mondo sanitario arriva un segnale di soddisfazione, in particolare da parte delle organizzazioni di categoria che negli ultimi mesi avevano sostenuto la necessità di adeguare le tariffe per garantire la sostenibilità delle strutture.
Pietro Miraglia, per Federbiologi Sicilia, Marina Caimi per M.L.S., sottolineano come la decisione rappresenti “Un passaggio fondamentale per la tenuta della specialistica ambulatoriale sul territorio”.
Miraglia ha inoltre ricordato il ruolo svolto dalla Federbiologi nella vicenda, che aveva sostenuto la necessità dello stanziamento regionale da 15 milioni di euro per adeguare le tariffe del nuovo nomenclatore e garantire la continuità dei servizi diagnostici ai cittadini.

Un precedente importante
La sentenza rappresenta un precedente significativo perché chiarisce che il rigore finanziario imposto dai piani di rientro non impedisce alle Regioni di utilizzare risorse proprie per garantire il diritto alla salute.
La misura confermata dalla Consulta riguarda però esclusivamente il 2025: eventuali interventi tariffari per gli anni successivi dovranno essere valutati nel rispetto della normativa nazionale e degli equilibri di bilancio.
Per il sistema sanitario siciliano, tuttavia, si tratta già di un primo passo importante per sostenere i servizi diagnostici e la specialistica territoriale.