Aveva accumulato un debito di circa 89 mila euro con l’Agenzia delle Entrate Riscossione, nonostante avesse cessato la propria attività da anni. Una situazione diventata insostenibile, che si è conclusa con l’esdebitazione totale decisa dal Tribunale di Trapani, sezione civile, lo scorso 14 ottobre.
Protagonista della vicenda è un contribuente trapanese di 40 anni che, schiacciato dall’entità del debito, si è rivolto all’avvocato Francesco Spina per tentare una soluzione più equa con l’ente creditore. Il legale ha avviato la procedura di esdebitazione prevista dall’articolo 283 del Codice della crisi (D.Lgs. 14/2019), tramite l’Organismo di composizione della crisi istituito presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Trapani, coordinato dalla dottoressa Giusy Bosco. La gestione della crisi è stata affidata alla dottoressa Maria Letizia Cimminella.
Il debito aveva origine da una verifica fiscale effettuata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, dalla quale erano scaturiti atti impositivi mai impugnati e divenuti esecutivi. Per gli stessi fatti, tuttavia, era stato avviato anche un procedimento penale nei confronti del contribuente per il reato di esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa, conclusosi con una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”.
«Il Codice della crisi ha inglobato la cosiddetta legge salva-suicidi – spiega l’avvocato Spina – e prevede che, una volta accertate determinate condizioni, possa essere concessa l’esdebitazione alla persona fisica ritenuta meritevole, che non ha causato la propria situazione debitoria per dolo o colpa».
Si tratta di una normativa relativamente recente e ancora poco conosciuta, anche tra coloro che si trovano in gravi difficoltà economiche. L’esdebitazione rientra infatti tra le procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento ed è destinata a soggetti che non esercitano attività di impresa commerciale medio-grande: consumatori, professionisti, imprenditori minori, imprenditori agricoli e titolari di start-up innovative. In caso di accoglimento, comporta la cancellazione integrale dei debiti.
«La pronuncia – conclude l’avvocato Spina – conferma l’orientamento del Tribunale di Trapani, attento alle vicende umane, ma sempre nel pieno rispetto e con rigorosa applicazione delle norme previste».