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23/01/2026 02:00:00

Accordo UE–Mercosur, la protesta in Sicilia: “Danneggia agricoltura e consumatori"

La decisione del governo italiano di dare il via libera all’accordo commerciale tra Unione Europea e Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay) continua a far discutere. Dopo le proteste del mondo agricolo, arriva una dura presa di posizione anche dalla Sicilia.

 

I Comitati spontanei di agricoltori, allevatori e consumatori siciliani – gli stessi che due anni fa organizzarono presidi e cortei con i trattori in tutta l’Isola, culminati nella manifestazione di Palermo del 20 marzo 2024 – esprimono una “netta e ferma opposizione” all’accordo, ritenuto “gravemente lesivo della sovranità alimentare, della sicurezza dei consumatori e della sopravvivenza delle filiere agricole siciliane”.

Secondo i Comitati, l’intesa favorisce l’ingresso nel mercato europeo di prodotti agricoli e zootecnici provenienti da Paesi che non rispettano gli standard UE su qualità, tracciabilità, tutela ambientale e benessere animale.
“Nel Mercosur – spiegano – è consentito l’uso di ormoni, estrogeni, pesticidi e fitofarmaci, compreso il glifosato, vietati o fortemente limitati da decenni in Europa, con evidenti rischi per la salute dei consumatori”.

 

A preoccupare è anche la concorrenza sleale derivante dall’importazione di carne bovina e altri prodotti agricoli a basso costo, con una compressione dei prezzi all’origine. Un danno che, in Sicilia, sarebbe ancora più pesante: su 57 prodotti italiani tutelati dall’accordo, solo due sono siciliani, lasciando scoperte filiere strategiche come agrumi, olio, formaggi e cerealicoltura.

 

“Questa enorme area di libero scambio – denunciano i Comitati – favorisce i Paesi europei nei settori industriali e commerciali, mentre sacrifica l’agricoltura, trasformandola in merce di scambio. La nostra terra, la nostra dignità produttiva e la nostra sicurezza alimentare non possono essere sacrificate per gli interessi di pochi”.

Scetticismo anche sulle clausole di salvaguardia e sul principio di “reciprocità” previsti dall’accordo.
“Si tratta di strumenti formali e inefficaci – affermano – con adeguamenti dilazionati nel tempo, senza reali meccanismi coercitivi e incapaci di evitare danni immediati e irreversibili all’agricoltura siciliana”.

 

Nel mirino anche le condizioni sociali e lavorative nei Paesi del Mercosur: “L’assenza di tutele adeguate rischia di favorire una competizione fondata sullo sfruttamento del lavoro, inclusi fenomeni di lavoro minorile, abbattendo artificialmente i costi di produzione”.

I Comitati ricordano infine come anche studi della stessa Unione Europea evidenzino le criticità economiche, sociali e ambientali dell’accordo, soprattutto per territori agricoli vulnerabili come la Sicilia.

 

Da qui l’attacco alle istituzioni regionali: “Denunciamo la totale assenza di un’azione incisiva da parte del Governo regionale e della maggioranza dei deputati dell’Ars, che non hanno esercitato alcuna pressione efficace sul Governo nazionale”.
La richiesta finale è durissima: “Chiediamo le dimissioni immediate dei deputati dell’Ars e dei rappresentanti del Governo regionale che non hanno difeso gli interessi della Sicilia, dei suoi agricoltori, allevatori e consumatori”.