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23/01/2026 10:59:00

Bancarotta ed evasione, altro processo a Marsala per Scozzari

E’ ormai alle ultime battute, davanti il Tribunale di Marsala, un altro caso di (presunta) bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale. Si tratta del processo che vede imputati i castelvetranesi Giuseppe Scozzari e Vito Giuseppe Accardo, la salemitana Giuseppina Gisone, il palermitano Davide Matranga e la corleonese Valentina Corallo. A difenderli sono gli avvocati Tancredi Bongiorno, Antonino Palmeri ed Edoardo Alagna. 

Il fascicolo è stato aperto dalla Procura di Marsala nel 2020, con approdo all’udienza preliminare nell’anno successivo. 

Il processo si tiene davanti al collegio presieduto da Matteo Giacalone (giudici a latere Francesco Paolo Pizzo e Francesco Giardina). Il 15 luglio 2024, il Tribunale di Marsala (diverso collegio) aveva assolto Giuseppe Scozzari dalle accuse di peculato e truffa aggravata ai danni dello Stato. Amministratore della Cooperativa "Insieme", che fino al 2019 ha operato a Castelvetrano nell'ambito dell'accoglienza dei migranti, le accuse erano state mosse nell’ambito di un progetto Sprar, acronimo di “Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati”. L’inchiesta era stata avviata nel febbraio 2018, quando il Comune di Castelvetrano segnalò presunte irregolarità nelle rendicontazioni annuali del progetto Sprar gestito dalla cooperativa. Le irregolarità furono segnalate dalla Commissione Straordinaria Antimafia, dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale, alla Procura della Repubblica di Marsala e al Ministero dell'Interno, quest’ultimo ente erogatore dei finanziamenti destinati all'accoglienza dei migranti ospitati nelle strutture gestite dalla cooperativa. La Procura della Repubblica di Marsala aveva avanzato e ottenuto il rinvio a giudizio per Scozzari. Le accuse riguardavano la mancata restituzione di oltre 390.000 euro al Comune di Castelvetrano, somme che il Comune riteneva indebitamente erogate, e l'uso da parte di Scozzari di false attestazioni di spesa e fittizie imputazioni al fine di ottenere erogazioni pubbliche per milioni di euro. Dopo oltre tre anni di procedimento giudiziario, il Tribunale di Marsala (presidente di quel collegio Alessandra Camassa) ha ritenuto infondate le accuse. Nel processo attualmente in corso, invece, si attende la relazione del perito nominato dal Tribunale. Perito che doveva essere ascoltato ieri, ma che ha chiesto un ulteriore lasso di tempo per potere meglio esaminare tutte le carte. Per questo, la sua audizione è stata rinviata al prossimo 12 marzo. Poi, ci saranno la requisitoria del pubblico ministero Giuseppe Lisella e le arringhe degli avvocati difensori.