La delegazione trapanese, ieri a Roma, è stata ascoltata intorno alle 18 alla presenza di Giovanni Donzelli, Arianna Meloni e del commissario regionale di Fratelli d’Italia Luca Sbardella. Al tavolo anche il senatore Raoul Russo e Ruggero Razza.
La delegazione era composta da Lele Pugliese e Giancarlo Bonomo, consiglieri comunali in carica, Giusy Piccione, ex assessore della giunta Grillo, il segretario provinciale Maurizio Miceli, il segretario comunale di Marsala Michele De Bonis e il deputato regionale Beppe Bica.
Nel corso dell’incontro si è tentato di fare sintesi e di rappresentare a livello nazionale due punti ritenuti dirimenti: l’impossibilità di tornare a sostenere l’uscente Massimo Grillo, che resta comunque un tesserato di Fratelli d’Italia, e l’impercorribilità della candidatura di Enzo Sturiano, attuale presidente del Consiglio comunale, considerata in continuità con l’esperienza Grillo.
Sul tavolo, dunque, è stato sponsorizzato il nome del civico Nicola Fici, evidenziando al contempo i dubbi già espressi dal deputato regionale Bica.
I retroscena
C’è un punto fermo dal quale Fratelli d’Italia non intende prescindere: a Marsala c’è un deputato in carica, capogruppo azzurro, e senza il suo coinvolgimento non si costruisce alcuna coalizione. L’unità del centrodestra resta la priorità, indipendentemente dal nome del candidato sindaco.
Nessuna preclusione, dunque, su Nicola Fici, ma solo a determinate condizioni: Massimo Grillo dovrebbe ritirare la propria candidatura e convergere su Fici; lo stesso dovrebbe fare Enzo Sturiano, al quale — secondo quanto trapela — verrebbe proposta la carica di vicesindaco. È questo il mandato che, da oggi, Sbardella proverà a mettere in campo.
Nel caso in cui l’uscente sindaco non dovesse fare passi indietro e qualora anche Stefano Pellegrino non convergesse su Fici, il tavolo ripartirebbe da zero.
Le opzioni
Il nome di Sturiano come candidato sindaco non dipende da Fratelli d’Italia, che non porrebbe veti, ma — ed è stato chiarito senza ambiguità — da Forza Italia e dalla capacità di Stefano Pellegrino di tenere in piedi una candidatura condivisa dall’intero partito azzurro.
In caso contrario, i meloniani non intendono assumersi la responsabilità di sostenere una candidatura che non appartiene al loro partito: Sturiano è, infatti, un tesserato di Forza Italia.
Sintesi
I meloniani trapanesi dicono no a Grillo e a Sturiano, ma dicono sì a Fici.
Il livello nazionale e quello regionale si muovono però con maggiore cautela, ponendo come obiettivo prioritario la tenuta della coalizione e ribadendo che senza il deputato della città non verranno assunte decisioni di rottura.
Il sì a Fici, dunque, è subordinato a due condizioni: nessuno smembramento delle sigle di partito e il ritiro di Massimo Grillo. Una strada che appare quasi impraticabile.
Grillo è in campo da mesi e ha già dichiarato di non avere alcuna intenzione di fare passi indietro.
Più che una soluzione, sembra l’ennesimo modo per prendere tempo.