Ansaldo racconta "Ovunque proteggi", il disco capolavoro di Capossela
C’è un modo intelligente per raccontare un disco senza limitarlo alla nostalgia o all’agiografia. Giovanni Ansaldo lo fa con La strada di Vinicio Capossela, libro uscito a gennaio 2026 per Nottetempo, che prende un album considerato ormai classico e lo riporta sulla strada, nel fango, nei miti e nei luoghi che lo hanno generato.
Il disco è Ovunque proteggi. Il cantautore è Vinicio Capossela. Il risultato non è una celebrazione sterile, ma un’indagine narrativa sul cuore creativo di uno dei lavori più importanti della musica italiana contemporanea.
Un disco raccontato passo dopo passo
La strada di Vinicio Capossela è prima di tutto una ricostruzione brano per brano della genesi di Ovunque proteggi, album picaresco, errante, intriso di sacro e profano. Ansaldo entra nel laboratorio creativo del disco: le collaborazioni, le difficoltà di registrazione, le scelte stilistiche, le contaminazioni tra tradizioni popolari, miti antichi e suoni raccolti viaggiando.
Sardegna, Mosca, Roma, Sicilia, Marche, Milano: il libro segue le coordinate geografiche e simboliche di un album che nasce dal movimento, dall’attraversamento, dalla perdita e dalla protezione.
Un viaggio, non solo un saggio
Il punto di forza del libro è la sua doppia natura. Da un lato il rigore del giornalismo musicale, dall’altro il coinvolgimento personale dell’autore, che percorre fisicamente i luoghi evocati dalle canzoni. È un vagabondaggio sulle orme di Capossela, arricchito da interviste dirette al cantautore e ai suoi collaboratori.
Il risultato è un racconto immersivo, che restituisce il senso profondo di un disco nato per strada e destinato a restarci.
Capossela al centro, ma senza santini
Ansaldo evita accuratamente il tono reverenziale. Ovunque proteggi viene raccontato come un passaggio decisivo nella traiettoria artistica di Capossela: il momento in cui il cantautore confidenziale diventa definitivamente un costruttore di mondi, capace di tenere insieme ballate, invettive, inni sghembi e canzoni d’amore struggenti.
Un album che nel 2006 vinse la Targa Tenco e che oggi, a quasi vent’anni di distanza, continua a parlare al presente.
Chi è Giovanni Ansaldo
Giovanni Ansaldo, nato alla Spezia nel 1985, è una firma riconosciuta del giornalismo culturale italiano. Scrive di musica e cultura per testate come Internazionale e la Repubblica. Da tempo segue il percorso di Capossela, cogliendone l’evoluzione e la capacità di fondere tradizioni lontane, memoria e contemporaneità.
Perché leggerlo
Questo libro funziona perché non spiega soltanto un disco: lo rimette in movimento. È adatto ai fan di Capossela, ma anche a chi vuole capire come nasce un’opera artistica complessa, senza mitizzazioni e senza scorciatoie.
In fondo, Ovunque proteggi non è mai stato solo un album. Era – ed è – una strada. E Ansaldo la percorre fino in fondo, senza protezioni.
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