Chiuse definitivamente le accuse sui presunti tamponi falsi. Proscioglimenti e assoluzioni per i titolari e i professionisti coinvolti
Cinque anni dopo la prima ispezione dei Carabinieri del Nas e le accuse di presunte irregolarità nei tamponi Covid analizzati ad Alcamo, la vicenda giudiziaria si è chiusa con un epilogo netto: nessun falso, nessun reato accertato, nessun colpevole. Il Tribunale di Trapani ha emesso proscioglimenti e assoluzioni per tutti gli imputati, chiudendo una delle storie giudiziarie più discusse dell’emergenza sanitaria in provincia. (TP24.it)
Assoluzioni e proscioglimenti
Il procedimento principale riguardava il laboratorio Emolab di Alcamo, gestito dalla società consortile Koala, finito nel mirino nell’autunno del 2020 con accuse di falsa processazione dei tamponi e frode nell’esecuzione di forniture per conto dell’Asp di Trapani. (TP24.it)
I principali soggetti coinvolti, assolti o prosciolti dal processo, sono:
- Benedetto Fabio Di Giorgi, rappresentante legale della società e del laboratorio, prosciolto con rito ordinario prima dell’avvio del processo. (TP24.it)
- Salvatore Ciaccio, direttore tecnico del laboratorio Emolab, assolto nel procedimento con rito abbreviato. (TP24.it)
- Altri membri dello staff del laboratorio, anch’essi assolti nel rito abbreviato. (TP24.it)
I difensori che hanno seguito la linea processuale difensiva sono nomi di primo piano nel foro locale: l’avvocato Vincenzo Abate – che ha rappresentato buona parte degli imputati – e altri legali tra cui Giovanni Cicala, Tommaso Pensabene, Simone Sabatini, Roberto Evola, Cristian Pipitone, Massimiliano Terrasi e Giuseppe Farina. (TP24.it)
L’inchiesta esplode nell’autunno 2020
Il primo colpo di scena arriva nell’ottobre del 2020, quando i Nas di Palermo ispezionano il laboratorio Emolab e sequestrano il macchinario utilizzato per l’analisi dei tamponi molecolari, ritenuto in un primo momento non idoneo allo screening del Sars-CoV-2.
Secondo gli investigatori, il laboratorio avrebbe continuato a elaborare tamponi per conto dell’Asp di Trapani, per strutture private e per cittadini, malgrado le apparecchiature fossero già state valutate non conformi dall’ente regionale di controllo della qualità.
Le contestazioni iniziali, oltre alla presunta falsificazione dei risultati, includevano anche:
- prezzi praticati ai privati superiori al tetto regionale (80-100 euro anziché 50 euro);
- omissione di inserimento dei referti nella piattaforma regionale;
- mancata presenza di un biologo specializzato in servizio con contratto subordinato.
La Procura di Trapani formulò l’ipotesi di reato di frode nelle pubbliche forniture e falso, con le indagini originarie incentrate sui tamponi eseguiti fra marzo e ottobre 2020.
Il Riesame e il primo ridimensionamento
Già a dicembre 2020 il Tribunale del Riesame di Trapani aveva annullato il provvedimento di sequestro del macchinario, con un provvedimento molto articolato di 33 pagine, in cui veniva esclusa l’esistenza del “fumus commissi delicti”. (TP24.it)
I giudici rilevarono infatti che:
- le anomalie riscontrate nei tamponi erano troppo esigue per parlare di frode; (TP24.it)
- non era dimostrata l’inidoneità delle apparecchiature nel loro complesso; (TP24.it)
- il prezzo dei tamponi per i privati non costituisce reato penale; (TP24.it)
- la biologa presente aveva profilo e contrattualistica compatibili con le previsioni regionali. (TP24.it)
Questo primo ridimensionamento giudiziario fu già un segnale forte: la vicenda, pur fondata su sospetti e denunce, non sembrava reggere all’esame critico della magistratura. (TP24.it)
La chiusura definitiva
Dopo anni di indagini, approfondimenti tecnici e contraddittori processuali, la vicenda si è chiusa nei giorni scorsi con il proscioglimento degli imputati, confermando definitivamente che non è stato accertato alcun falso tampone né alcuna frode penalmente rilevante.
Il caso Emolab rimane un esempio di come, nel pieno dell’emergenza sanitaria, allarmi giudiziari e investigativi possano rapidamente trasformarsi in notizie di forte impatto sociale ma poi venir smontati sul piano probatorio. (TP24.it)