Frana di Niscemi, la Regione attiva il monitoraggio scientifico. Ma sui rimborsi ...
La Regione Siciliana accelera sul fronte tecnico-scientifico per la frana di Niscemi, ma sul piano politico il clima resta incandescente. Da un lato partono i monitoraggi di Ingv e Ogs sull’area a rischio, dall’altro esplode la polemica sui contributi agli sfollati: 26 mila euro a famiglia, una cifra che il Movimento 5 Stelle definisce senza mezzi termini “un’elemosina”.
Al via il monitoraggio di Ingv e Ogs
È partito oggi il monitoraggio straordinario del fenomeno franoso che interessa il territorio del Comune di Niscemi, in provincia di Caltanissetta. L’attività tecnico-scientifica è affidata all’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) e all’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs), su richiesta della Presidenza della Regione Siciliana.
Le operazioni saranno condotte in stretta collaborazione con i dipartimenti della Protezione civile nazionale e regionale, con l’obiettivo di comprendere a fondo l’evoluzione della frana e valutare i rischi per la popolazione.
Schifani: “La sicurezza è la nostra priorità”
«La sicurezza dei cittadini è la nostra priorità assoluta», afferma il presidente della Regione Renato Schifani. «Per questo ci stiamo affidando a istituti di rilevanza scientifica internazionale che, attraverso indagini rigorose e tecnologie avanzate, ci permetteranno di comprendere pienamente il fenomeno».
Secondo Schifani si tratta di studi complessi che coinvolgeranno anche altri enti, con l’obiettivo di individuare sistemi di sorveglianza e predisporre provvedimenti mirati per la tutela del territorio e della popolazione.
Cosa faranno Ingv e Ogs
Nel dettaglio, l’Ingv si occuperà di:
monitoraggio geochimico per verificare la presenza di anomalie di gas crostali, in particolare metano;
monitoraggio geofisico con l’installazione di una rete di stazioni Gnss per misurare in tempo reale gli spostamenti del suolo e le accelerazioni del movimento franoso.
Parallelamente, l’Ogs eseguirà:
una prospezione geoelettrica 3D;
una prospezione sismica ad alta risoluzione.
Indagini che serviranno a ricostruire le caratteristiche del sottosuolo, individuare eventuali piani di scivolamento e definire con maggiore precisione i volumi di terreno coinvolti.
Il nodo rimborsi: “26 mila euro a famiglia, una vergogna”
Ma mentre partono i monitoraggi, si accende lo scontro politico sui fondi destinati agli sfollati. La Regione ha annunciato uno stanziamento di 13 milioni di euro per contributi a fondo perduto destinati all’acquisto di una nuova casa.
Una cifra che, divisa per le circa 500 famiglie rimaste senza abitazione, equivale a poco più di 26 mila euro ciascuna.
A denunciarlo è il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e vicepresidente dell’Ars Nuccio Di Paola: «26 mila euro è la cifra pro capite che ciascuna delle famiglie sfollate riceverà. Una vera e propria elemosina da parte dell’esecutivo Schifani».
“Qui non si perde solo una casa”
«La casa – sottolinea Di Paola – rappresenta nella maggioranza dei casi il risultato di anni di lavoro e sacrifici, lo scrigno di ricordi ed emozioni. Il presidente Schifani evidentemente non riesce a svestire i panni dell’uomo di partito e a calarsi nella parte di chi ha perso tutto».
L’esponente pentastellato chiede un immediato ripensamento: «Auspico che la Regione Siciliana riveda al rialzo questa cifra, perché così siamo oltre il ridicolo».
Tecnica e politica, due piani che non si incontrano
A Niscemi, insomma, la gestione dell’emergenza corre su due binari paralleli. Da una parte la scienza, chiamata a capire se e come il territorio potrà essere messo in sicurezza. Dall’altra la politica, che discute su numeri e responsabilità mentre centinaia di famiglie restano senza una casa.
E intanto la frana continua a ricordare, ogni giorno, che il tempo non è una variabile astratta.
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