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05/02/2026 00:00:00

Assistenza scolastica, Safina (PD): “Dalla Sicilia una legge per garantire diritti veri"

 “I Livelli Essenziali delle Prestazioni per l’assistenza scolastica non possono diventare un’operazione solo formale né una fase transitoria usata come alibi per tagliare servizi e disperdere professionalità”. È l’allarme lanciato dal deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina, mentre in VI Commissione “Salute, Servizi sociali e sanitari” dell’Ars è in discussione il disegno di legge del PD sull’assistenza all’autonomia e alla comunicazione per gli studenti con disabilità.

 

Secondo Safina, la cosiddetta transitorietà prevista nella Legge di Stabilità 2026 rappresenta un rischio concreto: “Potrebbe tradursi in una riduzione dei servizi e nella perdita di competenze costruite in anni di lavoro sul campo. È invece necessario garantire da subito stabilità, continuità e risorse piene”.

Il deputato dem sottolinea come l’assistenza scolastica non sia un servizio accessorio, ma uno strumento fondamentale per rendere effettivo il diritto allo studio e l’inclusione. “Una soglia minima può rappresentare una base di partenza – afferma – ma non deve diventare un livellamento verso il basso o un pretesto per comprimere servizi che oggi funzionano e sono strutturati”.

 

Al centro della questione, per Safina, c’è soprattutto il tema delle risorse. “Se l’assistenza è garantita solo nei limiti dei fondi trasferiti, allora non parliamo più di un diritto pieno, ma di un diritto condizionato. I bisogni degli studenti non possono essere ridotti a una voce di bilancio: le risorse devono essere adeguate e complete”.

Da qui l’urgenza di un intervento legislativo regionale. “È fondamentale che l’esame del disegno di legge prosegua rapidamente e che venga approvato all’unanimità. La Regione Siciliana deve anticipare l’erogazione delle risorse già dall’anno scolastico 2026/2027, garantendo continuità agli studenti e stabilità agli operatori”.

Safina richiama anche l’importanza delle professionalità coinvolte: “Gli assistenti all’autonomia e alla comunicazione sono figure centrali nei Percorsi educativi individualizzati. Non sono intercambiabili né residuali. Perdere queste competenze significherebbe impoverire l’intero sistema dell’inclusione scolastica”.

 

Infine, l’appello politico: “Serve uno scatto di maturità istituzionale. Questo provvedimento non riguarda una bandiera di partito, ma l’attuazione di un principio costituzionale: l’uguaglianza sostanziale e il diritto all’istruzione per tutti. Dalla Sicilia deve partire una legge capace di rafforzare il quadro nazionale e mettere davvero al centro i diritti degli studenti con disabilità: non soglie minime, ma servizi adeguati ai bisogni reali”.